La Fontana del Vescovo

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La fontana del Vescovo tra Montecorvino Rovella ed Acerno 

Non esiste alcuna documentazione che riporti date o cenni di costruzione della cosiddetta “ fontana del vescovo “. Abbiamo ascoltato numerosi anziani sull’argomento e su questo tema abbiamo potuto trarre alcune conclusioni perlomeno verosimili seppure basate, ripetiamo , esclusivamente su tradizioni orali. Montecorvino Rovella ed Acerno sorsero sulle rovine della distrutta città di Picenza nell’89 a.C. e già da allora, con la maestria e la competenza degli ingegneri romani, esisteva una strada di collegamento tra le due cittadine, senza omettere che detta strada era di fondamentale importanza per collegare la nascente consolare Via Popilia nel 132 d.C. con le zone interne sino a raggiungere l’Alta Irpinia. Acerno fu sede vescovile, secondo antiche cronache, già nel 444 d.C. ad opera del Papa Leone Magno, ma nessuna documentazione conforta questa tesi ed è invece ben documentata l’altra tesi che la vuole sorta intorno alla fine dell’anno 1000 con la citazione del primo Vescovo Mirandus morto nel 1091 o 1106 secondo altra interpretazione. E’ risaputo che lungo questo percorso tra Montecorvino Rovella ed Acerno di circa 18 Km, esistevano diverse sorgenti ed era quindi naturale la fermata presso di esse per la ricerca di un momentaneo ristoro. Nel 1560, dopo l’apertura del Concilio di Trento, poiché molti vescovi nominati titolari della sede di Acerno, non vi risiedevano, fu fatto obbligo agli stessi della residenza e Mons. Serrano, vescovo dal 1613 al 1636, fece costruire un palazzo presso la Chiesa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo in Montecorvino che diventò nel tempo la residenza principale (la famosa questione della concattedralità ).E da allora in poi, il Vescovo risiedeva nel periodo estivo in Acerno e nel periodo invernale in Montecorvino con una notevole frequenza di viaggi a seconda delle esigenze liturgiche e tradizionali dei due luoghi. Sembra che, rifacendoci alle tradizioni orali che abbiamo citato all’inizio, fosse stato questo Vescovo ( fondatore del Santuario della Madonna dell’Eterno ) a rendere più confortevole un punto di fermata delle carrozze, quasi a metà percorso, facendolo costruire più lungo e più agevole per abbeverare i cavalli e per potersi sedere al riparo dell’ombra degli alberi che sporgevano su di esso. E nacque il nome di quella fontanella sorgiva che da allora venne chiamata la “ Fontana del Vescovo “. Agli inizi del 1800, in piena epoca di brigantaggio, il posto fungeva da confine circa la zona di competenza di un capo brigante e diverse cronache citano che i vari Vescovi che si sono succeduti sino al 1818, epoca in cui l’Amministrazione pastorale della Diocesi passò all’Arcivescovo pro tempore di Salerno, venivano scortati dietro pagamento di un pizzo sino ai rispettivi confini. Da allora la “ Fontana del Vescovo “ è diventato un luogo di fermata obbligatoria per i turisti, ciclisti e per gli amanti della natura, anche se la massa d’acqua attualmente risulta molto ridotta rispetto al passato dopo il sisma del 1980 che forse avrà deviato il corso naturale sotterraneo. La fontana, come l’abbeveratoio, è stata più volte rifatta e più volte sistemata. L’ultima volta nella seconda metà del secolo scorso.

Nunzio Di Rienzo

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