AIUTALO A FARLO RESPONSABILMENTE

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L’educazione alla sessualità rientra a pieni diritti nel vasto campo dell’educazione alla salute, perché “fare” educazione sessuale non è parlare di genitali e di rapporti sessuali, ma è parlare della Persona in tutta la sua interezza, di un organismo in cui corpo, mente e capacità affettiva si integrano inscindibilmente.

La sessualità umana matura è, infatti, un comportamento complesso che coinvolge l’istinto e l’emotività, l’affettività e l’amore. In un sano comportamento sessuale, espressione di una completa evoluzione psichica, tutti questi elementi sono fusi insieme e la mancanza di qualcuno di essi caratterizza uno sviluppo psichico incompleto pertanto immaturo. L’OMS già nel ’74 definiva la salute sessuale come “l’integrazione degli aspetti somatici, emozionali, intellettivi e sociali dell’esistere sessuale, in maniera che siano positivamente arricchenti e che accrescano la personalità umana, la comunicazione e l’amore”.

Educare alla sessualità allora non è altro che educare alla relazione con se stessi, con gli altri e con l’ambiente circostante. La fascia d’età forse più giusta per parlare di sesso è l’adolescenza, momento  cruciale del ciclo di vita caratterizzato da profondi mutamenti psico-fisiologici che contribuiscono alla costruzione dell’identità. Gli adolescenti vivono spesso la sessualità con ansia e preoccupazione, affrontando i problemi a essa collegati in solitudine, evitando il confronto con gli adulti per paura o vergogna. In questa fase di crescita il giovane è chiamato a gestire nuovi ruoli e responsabilità e a rapportarsi ad un corpo nuovo che cambia. Con la crescita aumentano le curiosità, i dubbi e i timori rispetto al sesso; nella realtà attuale i ragazzi ricevono continuamente, attraverso i mass-media, una grande quantità d’informazioni a connotazione sessuale non semplici da comprendere e attuano comportamenti sessuali precocemente, in modo rischioso, frutto dell’incapacità di attuare scelte responsabili. Infatti, inadeguate conoscenze possono contribuire al costituirsi di false credenze e miti sessuali che, a loro volta, creano attese e richieste irrealistiche nei confronti di una relazione. Diventa allora indispensabile fornire le conoscenze e gli strumenti necessari per potersi avvicinare con coscienza alla loro sessualità e ai vissuti emotivi che la caratterizzano. Le loro curiosità non possono essere trascurate o negate, questi giovani hanno bisogno di parlare, di verificare, di confrontare le proprie emozioni, le tensioni, le ansie, le fantasie.  In ciò l’adulto riveste un ruolo di primaria importanza e indipendentemente dal ruolo che riveste (genitore o insegnante) ha il compito di accompagnare l’adolescente nello sviluppo non solo intellettivo, morale, culturale, ma anche sessuale. Spesso, però, genitori e insegnanti si sentono impreparati rispetto agli interrogativi dei figli/alunni e non possiedono gli strumenti per affrontare temi che possono causare disagio e imbarazzo perché vicini alla sfera dell’intimità, ma il sesso non è un peccato è un piacere ed è quindi fondamentale educare alla sessualità per far in modo che questa sia vissuta responsabilmente. Quindi via i tabù,  la fatica a pronunciare determinati vocaboli legato ad esso e le auto-rassicurazioni (mia figlia/o è troppo piccola/o per parlare di sesso, non spetta a me, non lo farebbe mai). Parlate agli adolescenti, è fondamentale che siano aiutati ad accettare i cambiamenti, a non vivere in modo eccessivamente negativo le imperfezioni corporee, a contenere le loro ansie, i timori e a dare un nome alle sensazioni di piacere. Due sono gli strumenti più efficaci, dialogo e ascolto. L’essenziale è trasmettere semplici informazioni, raccontando storie, pronunciando metafore, commentando una di quelle scene dei film che si presentano all’improvviso mentre si è tutti sul divano, invece di cambiare canale. Il primo reggiseno, la prima mestruazione, i primi brufoli, sono tutti “elementi”da cui partire  per promuovere la conoscenza e l’accettazione di sé nell’altro, in quanto star bene con se stessi è premessa indispensabile per star bene con gli altri. Il primo passo quindi è parlare di sesso, ciò permetterebbe di aumentare il senso di autostima, la fiducia in se stessi e nell’adulto come punto di riferimento, incrementando le capacità decisionali, di analisi critica e di tutela del proprio essere.