“Bene vivit qui bene cenat”

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Come non essere d’accordo con il simpatico Orazio quando afferma che “vive bene chi cena bene”?  Nessun’altra civiltà come quella romana ci ha lasciato indicazioni così
precise relativamente alla propria cucina; nell’antichità, infatti, le occasioni conviviali (dalle feste vere e proprie al semplice pranzo o cena) erano sempre accompagnate da cerimoniali alimentari.
La fonte indiscussa a riguardo è sicuramente il De re coquinaria attribuito ad un certo Marco Gavio Apicio, famoso cuoco romano e inguaribile goloso.
La maggior parte delle ricette a noi pervenute sono dovute a tale testo, un ricettario composto da 10 libri, riordinati da un tale Celio e da lui attribuiti al gastronomo Apicio che scriveva ai tempi  dell’imperatore Tiberio quando la cucina romana aveva perso quel carattere di frugalità che l’aveva contraddistinta nei secoli fino alla fine della repubblica ed era il vanto di quel Catone che tanto amava le antiche tradizioni. Si tratta di una raccolta di 450 ricette per tutti i gusti e tutte le fantasie, che ha permesso di conoscere i vari tipi di prodotti utilizzati nella cucina romana; questa raccolta, coadiuvata dalle molte scoperte archeologiche, prime fra tutte quella di Pompei e di Ostia antica, ha permesso di ricostruire non solo i vari piatti dell’epoca, ma anche l’ambiente dove venivano consumati, anche sulla base di quanto riportato dai soliti autori quali Plinio il Vecchio, Giovenale, Marziale, Petronio e da altri scrittori classici latini che spesso accennavano nei loro scritti a scene di vita quotidiana. Ma come e quando mangiavano i nostri antenati? Sia in città che in campagna ci si alzava molto presto soprattutto perché era necessario sfruttare al massimo le ore di luce per le attività giornaliere e gli orari dei pasti, di conseguenza, erano di fatto anticipati rispetto alle nostre consuetudini (Il retore Quintiliano soleva ripetere: «Non ut edam vivo sed ut vivam edo», cioè «Non vivo per mangiare ma mangio per vivere»… continua sul terzo numero del “CittadinoNews” (online dal 6 giugno). La rivista sarà distribuita gratuitamente a partire dal 10 giugno.