Capitan America

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Cosa portereste a una amico/a in degenza all’ospedale? Fiori, cioccolatini o magari un libro. Lui no. Il soldato Steve Rogers, porta la Coca Cola. Perché? Perché lui è Capitan America, ovvio. E Capitan America è un prodotto nazionale colmo di orgoglio e fiducia nel proprio Paese.

Nato nel 1941 in casa Marvel, questo supereroe viene concepito come puro elemento di propaganda durante la seconda guerra mondiale, perciò non ci si stupisca della sua tuta a stelle e strisce, né tantomeno del suo nazionalismo. A quei tempi noi facevamo le parate militari con moschetto e fez; mentre Capitan America era il giochino dei ragazzoni oltreoceano, noi giocavamo a fare gli antichi romani (questo perché così come gli americani nascono all’ombra del chewin gum, gli italiani nascono inevitabilmente con l’Italietta nel sangue).

Alla fine della guerra, quando ormai perde gran parte del suo senso, il supereroe viene letteralmente “congelato” fin quando altri protagonisti Marvel non lo ritrovano nell’Artico. Ritornato in vita, Capitan America prende il ruolo di guida dei “Vendicatori”, il gruppo di eroi creato da Nick Fury che combatte per la difesa della Terra.

Ma in questa seconda vita egli diviene davvero lo specchio dell’America, interpretandola anche e soprattutto in tutte le sue contraddizioni, nei suoi dislivelli sociali, nelle sue ipocrisie, perfino nei suoi vuoti nazionalismi. Gli sceneggiatori del fumetto, attraverso di lui, svolgono una critica a tratti ironica e a tratti feroce dell’America stessa (è per questo motivo che lo si vede, come detto sopra, portare Coca Cola a un degente).Capitan America rappresenta la giustizia sociale americana, le sue speranze e le sue vette etiche; ma di essa ne riceve anche i risvolti oscuri perché è pur sempre la giustizia che condanna a morte un uomo.              Durante la saga denominata “Civil war”, accade un episodio esemplare in merito. La storia racconta di come in seguito a un incidenti causato da un gruppo di supereroi il popolo chieda al governo un “Atto di Registrazione dei Superumani”, vale a dire l’obbligo per tutti i viglianti di rivelare la loro identità ad alcuni membri del Governo, secondo il ragionamento che chiunque non sia identificabile, seppure dotato di buone intenzioni, è da considerarsi in contrasto con la legge americana e dunque un criminale. Tale disposizione vede i supereroi dividersi in due fazioni, quelli favorevoli e quelli contrari; ma mentre tutti si aspetterebbero che Capitan America si schieri con i primi (del resto, la sua vera identità è già nota) in realtà lui diventa il leader dei secondi. Come mai una cosa del genere? Proprio perché – come abbiamo detto – questo eroe interpreta anche gli aspetti contrastanti dell’America e le sue leggi. Infatti, prima ancora di ubbidire a un atto del governo americano, Capitan America ubbidisce direttamente alla Costituzione americana, che tutelando i diritti fondamentali del cittadino prevede anche la libertà di espressione (o, in questo caso, di non-espressione).

Se esistesse un Capitan Italia avrebbe un codice etico e penale perfetto, ma sarebbe corrotto, clientelare e nepotista. Rispetto a lui, Capitan America non sembrerebbe per nulla ridicolo, anche se regala Coca Cola.

 

3 Commenti

  1. Ottima la recensione; da amante dei fumetti non posso che condividere, soprattutto dopo le risate sulla Coca Cola da portare al degente… che è cosa buona e giusta. Cap ormai non rappresenta più l’America ma ciò che l’america dovrebbe essere.
    Tra parentesi Capitan Italia esiste e si chiama Capitan Bandiera, faceva parte del gruppo chiamato Europa

    • Io mi ero fermato a Capitan Bretagna, che concettualmente mi ha sempre fatto molto ridere, e intendevo recuperare qualcosa scritta da Alan Moore. Capitan Bandiera sarà sicuramente un personaggio di spessore e carismatico, dato che in tutto il web non sono riuscito a trovare mezza immagine du di lui; in ogni caso, grazie per la segnalazione (e per i complimenti)!
      P.S. Per la cronaca, Capitan America la coca cola la porta a Wasp in “Ultimates: sicurezza nazionale”.