CARPE DIEM

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La 45esima edizione del Giffoni Film Festival si è conclusa ieri con l’arrivo dei ragazzi della fortunatissima serie TV “Braccialetti Rossi”.
Stalkerati ovunque i giovanissimi protagonisti della decima giornata del Festival si sono concessi ad autografi, abbracci, selfie e balli con il loro fans. Non è stato facile contenere la gioia dei tantissimi ragazzi che li aspettavano da ore per conoscerli dal vivo e poter far loro i complimenti per le forti emozioni trasmesse. Li ho sentiti cantare a squarciagola la sigla della serie e visti sventolare con forza foto e cartelloni di ringraziamento e stima.
“Braccialetti rossi” tratta di temi delicati, ma lo fa con leggerezza. Un mix di realtà e favola in cui si affronta con coraggio e grazie alla forza dell’amicizia la scoperta della malattia e della fragilità del corpo, al centro di ogni dialogo e azione la lotta per la vita. La serie, tra pianti e sorrisi, infonde speranza, considerando il malato una persona e non solo un caso clinico.
Durante l’incontro con i giurati i piccoli attori hanno dichiarato la grande difficoltà emotiva provata nell ’interpretare i propri ruoli. Quella che inizialmente era per tutti un’esperienza si è trasformata nel tempo in una missione ben precisa, far comprendere che il coraggio, l’amore e l’amicizia sono tra le migliori medicine per affrontare gli ostacoli della vita. Un invito poi a condividere, chiedere aiuto agli altri, unirsi per sentirsi più forti nelle difficoltà, senza tralasciare mai l’importanza della medicina e delle sue scoperte. I braccialetti rossi trasmettono il loro messaggio non solo sullo schermo ma anche nella realtà, facendo visita a bambini e ragazzi che giorno per giorno lottano per sconfiggere la bestia nera, il male del secolo. Lo fanno con massimo rispetto e umiltà. Sono stati felicissimi quando hanno scoperto che in un ospedale della Puglia un piccolo gruppi di pazienti aveva costituito il nuovo gruppo dei braccialetti rossi, dimostrazione che il messaggio arriva e crea cambiamenti, unioni.
Non mancano però le note dolenti. Qualcuno pensa al troppo buonismo della serie, altri affermano che alcune scene sono troppo forzate col chiaro intento di tenere incollati i telespettatori allo schermo in attesa del lieto fine. Io aggiungerei che forse c’è poca aderenza alla realtà e soprattutto poco realismo nel rappresentare l’ambiente ospedaliero…. Ma questi sono solo piccoli difetti rispetto al grande merito di imporre all’ attenzione del pubblico un tema difficile e arduo come quello della malattia infantile.
Vi lascio al video dell’arrivo del cast, forse riuscirà ad esprimere meglio ciò che è stato l’ultimo giorno del Giffoni Film Festival!
Io, personalmente, concludo con un bel GRAZIE rivolto a chi ancora una volta mi ha permesso di vivere questa favola che mi ha permesso di crescere ancora di più, professionalmente e umanamente, facendomi rivivere le emozioni e la gioia della giovinezza, aspetti che noi adulti molto spesso dimentichiamo!

Grazia Imparato

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