CARPE DIEM

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Ospite della settima giornata del GIFFONI FILM FESTIVAL, l’attore, sceneggiatore e regista EDOARDO LEO. Volto noto della tv italiana, dopo il successo ottenuto grazie alla serie televisiva ” Un medico in famiglia” Edoardo Leo decide di vestire i panni di regista e porsi dietro la macchina da presa dimostrando elevate e riconosciute capacità artistiche.
Lo attendiamo in sala stampa, ci comunicano che lui non vede l’ora di parlare con noi. E’ felice del grande successo del suo ultimo lavoro da regista “ Noi e la Giulia”, una commedia Italiana premiata con due David di Donatello, il nastro d’argento consegnato durante la manifestazione Taormina Film Festival e il riconoscimento della stampa estera.
Praticamente la commedia dell’anno.
Un enorme successo che lo stesso Leo non si aspettava: “ Noi e la Giulia è la dimostrazione che si può fare commedia in modo intelligente e originale, alzando il livello, in cui l’incasso va di pari passo con un buon indice di gradimento. Inoltre, gli incassi e il riscontro positivo da parte del pubblico contribuiscono a far si che i produttori approvino un nuovo progetto cinematografico. Personalmente quello che cerco di fare è seguire sempre il mio stile e non modificarlo, creando sempre un prodotto di qualità. Noi autori abbiamo quindi delle grandi responsabilità e dobbiamo avere il coraggio di fare, produrre” 
In relazione a ciò e ricordando l’era digitale in cui siamo immersi, gli viene chiesto cosa pensa di internet e di alcuni colleghi che hanno trovato nella rete il mezzo per esprimere i propri desideri produttivi, risponde: “ Io non sono della generazione della rete, sono cresciuto a pane e cinema ma credo che ogni strada che permetta di esprimersi è sacrosanta. Oggi ci sono più possibilità, prima alla mia età farsi produrre un corto era una cosa colossale, ora si fa con il cellulare e questo vuol dire avere la possibilità di utilizzare le tecnologie per esprimersi. Anch’io nei miei film sono passato dalla pellicola al digitale ma il mondo della rete non mi appartiene ancora, non mi è vicino”
Quello che dice rispecchia molto ciò che trasmette. Edoardo Leo è giovane, brillante, versatile ma ciò che emerge al di sopra di tutto è la sua semplicità. Anche le risposte che ci regala sono chiare, spontanee, lineari. 
E’ viva e si percepisce la passione per il cinema e per la commedia, quella che fa ridere ma in modo intelligente. L’intento, afferma, è far rivivere la commedia drammatica, in cui argomenti tristi si mescolano ad elementi propri del genere comico. Una commedia che diverte e che fa riflettere. Per far ciò si ispira a colossi del cinema tra cui Sergio Castellitto, Roberto Benigni e Carlo Verdone, a cui guarda con profonda ammirazione e rispetto, afferma: “ Sono loro i miei maestri e di loro amo la coerenza e il coraggio di proporre. In questo mi riconosco ed è questo che mi spinge a continuare” 
Forte è l’intesa con il suo gruppo di lavoro, Edoardo lavora con le stesse persone da anni e non è solo la professione a legarli ma anche l’amicizia, l’avercela fatta insieme. 
Aggiunge: “Non cambio il mio staff perché le persone che lavorano con me lo fanno da quando non avevo una lira. Questi ragazzi non mi hanno mai mollato, nemmeno quando lavoravo in discoteca e ora voglio ringraziarli. Continueranno a lavorare con me perché siamo cresciuti insieme e insieme siamo riusciti a dare prodotti di qualità”.
Continua: “ Ciò che bisogna fare oggi è ritrovare un certo tipo di comicità, noi lavoriamo per questo. Oggi è come se la parola comico fosse stata censurata, come se l’attore comico fosse una sottocategoria, ma non dimentichiamoci che Charlie Chaplin ha fatto la storia del cinema mondiale e con lui tanti altri. Sono stato a Toronto e nelle sale cinematografiche c’erano dodici commedie e due film, in Italia siamo un po’ “indietro”, qui è come se la comicità si fosse persa negli anni.”
Edoardo Leo si esprime con grinta ed è forte la voglia di far arrivare i suoi pensieri, è come se lottasse per difendere un ideale. Non possiamo fare altre domande, il tempo è finito. Ci salutiamo. 
Anche oggi ho conosciuto un ragazzo che ha saputo cogliere l’attimo e fare dei suoi sogni una realtà, con passione, forza e dedizione, ottimo esempio per me e per i ragazzi del Giffoni Film Festival.

Grazia Imparato