CARPE DIEM

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Ospite della sesta giornata del Giffoni Film Festiva ALESSANDRO BARICCO, punto di riferimento della letteratura e dell’evoluzione del linguaggio italiano.
Baricco è scrittore, poeta, saggista, narratore e affianca alla passione per la letteratura l’attività di critico musicale, regista e interprete teatrale.
Oggi l’incontra è con la masterclass e a mediare è Paolo Giordano, giornalista, suo ammiratore.
Quello che sento e vedo mi piace molto, i ragazzi cercano di soddisfare le loro curiosità chiedendo a Baricco di parlare dei personaggi dei suoi libri, dei significati delle sue opere C’è voglia di sapere da dove viene l’ispirazione, come nasce un racconto.
Baricco risponde a tutti, con estrema precisione e professionalità.
La prima domanda è di Paolo Giordano, gli viene chiesto cosa pensa del web e della scrittura in rete con un rimando a twitter e ai suoi 140 caratteri. L’intento è sapere se per Baricco le nuove forme di comunicazione possono essere considerate l’apoteosi della sintesi o la negazione della trasmissione dei concetti. Baricco risponde: “ La scrittura è un gesto molto più esercitato di quanto potessimo immaginare. Oggi si scrive dal telefono, in rete, quando andavo a scuola mai avrei immaginato una cosa simile e in più si scrive in modi diversi. C’è un uso della scrittura molto raffinato, nuovo. La scrittura in rete mette in movimento i pensieri: un tempo si era più lenti, ora c’è più velocità. Non parlerei di negazione della trasmissione dei concetti, a volte è meglio scrivere una piccola frase che però vuol dire qualcosa che creare cose sublimi che poi non vengono capite dal mondo. L’unica cosa che può apparire superficiale è quando vedi un politico o un intellettuale usare twitter per esprimere un concetto, perché non c’è nulla di cui loro si occupano che può essere spiegato con poche parole”
I ragazzi lo ascoltano in silenzio, tenendo su il braccio, non vedo l’ora di fare la propria domanda.
Ad avere fortuna è una ragazza di Palermo che chiede del suo ultimo romanzo “La sposa giovane”, vuole sapere da chi Baricco è ispirato e come nascono le sue opere, lui spiega: “I libri sono una cosa libera, sono misteriosi e sono con me da anni prima di scriverli. Ogni libro ha la sua gestazione, proprio come un bambino, solo che ad un certo punto senti dentro un rumore, un’intuizione che da forma alle tue idee, ai tuoi personaggi e da lì comprendi che puoi farne un libro o un film”
Già un film… Perché lui, con il monologo teatrale Novecento , ha ispirato il grande Tornatore per il film “La leggenda del pianista sull’oceano”. Baricco afferma che è stato molto facile lavorare con Tornatore, “insieme abbiamo dialogato e negoziato, bisogna stare attenti ai registi perché spesso portano le storie in un mondo che non ci appartiene, ma con Tornatore eravamo in comunione d’intenti, quando ho capito che potevo fidarmi l’ho lasciato andare per la sua strada”
L’incontro continua. Interessante è la domanda di una ragazza di Salerno che, citando alcune frasi delle sue opere, scende nel personale chiedendo a Baricco come si sente oggi, incerto come un fiume o ormai vicino al mare. A Baricco piace questa domanda, la risposta quasi fa sognare: ”Molte volte per spiegare le traiettorie della vita ci si rifà al percorso dei fiumi. Io non credo d’essere mai riuscito ad infilare una via dritta, ma la strada che si fa in più è la più bella, piena di ambizioni e obiettivi. Nelle curve poi emergono pezzi di emozioni, parole nuove, intensità. Ci sono stati dei momenti in cui ho creduto che non avrei mai visto il mare, ci si perde ma nessun pezzo di strada è mai morto. Bisogna avere pazienza e fiducia per arrivare al mare”
Meraviglia… è come se avessimo ascoltato una poesia scritta solo per noi, non possiamo non applaudire.
Il tempo è poco, l’ospite è atteso al blue carpet. Le ultime battute invitano ad amare la letteratura,la scrittura, ad appassionarsi all’arte per conoscere se stessi, “ognuno di noi si sveglia al mattino e fa qualcosa, piccole cose o grandi cose, come scegliere se vivere dalla parte del sole o dell’ombra. Io vi dico, invece di cercare di creare delle grandi melodie, cercate di capire qual è la vostra nota e dove suonate veramente bene, in che posto. Si sbaglia ma c’è sempre una nota in qualcuno di noi, basta cercarla. Leggete, anche cose che sembrano pesanti come Proust, perché successivamente e all’improvviso ne capirete il significato”
Siamo tutti attenti, con occhi sognanti.
Oggi sono stata fortunata, in pochi minuti ho assistito ad una delle migliori “lezioni universitarie” della mia vita, fatta di intelligenza, arte e passione.

Grazia Imparato