Chiesa di Santa Maria della Pace

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Chiesa di Santa Maria della Pace

La lapide visibile a sinistra dell’entrata della Chiesa dice che la stessa fu costruita nel 1518 dopo la fine di orrende battaglie tra due potentissime famiglie montecorvinesi: gli Arminio ( D’Arminio ) di Nuvola e i Damolidede ( Damolidei ) di Ferrari.

Si racconta che verso la fine del XV e l’inizio del secolo  XVI le due famiglie a causa di gravi interessi economici intervenuti intorno al possesso delle terre, si davano continuamente battaglia facendo strage orrenda dei prigionieri catturati, essi venivano sezionati su un grosso ceppo di albero, le loro carni avvolte in piccoli pacchetti di carta e venduti a caro prezzo alle famiglie originarie al fine di evitare che i resti fossero buttati in pasto ai cani.

Allorché avveniva una cattura, il banditore della famiglia che l’aveva operata, si recava nel territorio dell’altra per annunciare l’esecuzione del prigioniero il giorno successivo. Tale giorno diveniva automaticamente un giorno di tregua e all’esecuzione potevano assistere i familiari del prigioniero.

Durante una di queste tristissime cerimonie, delle quali l’autore della lapide diceva espressamente HORRESCO REFERENS ( inorridisco nel riferirlo ) , avvenne che Davide D’Arminio figlio di Michele D’Arminio e Maria Teresa Damolidei, figlia di Orlando, colpiti dal classico colpo di fulmine, si innamorarono e fu l’inizio di una lunga serie di incontri notturni che avvenivano grazie all’aiuto della complicità di una guardia corrotta.

Una sera, a causa del tradimento della suddetta guardia, Davide venne catturato e appena la notizia giunse a Maria Teresa, sfuggendo alle attenzioni dei propri familiari, si consegnò ai D’Arminio nella notte stessa.

I Damolidede, ignari dell’operato di Maria Teresa, di buon mattino inviarono il banditore a Nuvola per annunciare di lì a poche ore l’esecuzione di Davide. Durante la cerimonia allestita dai Damolidede per l’esecuzione, i D’Arminio mostrarono Maria Teresa.

Intervenne il capo della Comunità di Francescani che sorgeva a poca distanza dal luogo, Padre Beniamino D’Enza, ed esortò le famiglie alla pace ed al matrimonio dei due pupilli.

La richiesta venne accolta, la pace fu fatta “ AMPLEXERUNT DEXTRAS MUCRONE REMISSO “   ( abbracciarono le destre dopo aver deposto la spada ).

Sul luogo del ceppo venne eretto un tempio a spese delle due famiglie dedicato, appunto alla Madonna della Pace.

Il Serfilippo a pag. 91 della sua opera, ci parla di Fra Francesco De Angelis e Fra Pietro De Laudisio i quali coadiuvatori di Padre Bernardino D’Enza nella costruzione della Chiesa.

La Chiesa fu costruita a tre navate, con lunghezza di 119 piedi ed una larghezza di 73.

Nel 1577 vi furono dei lavori di abbellimento della Chiesa, ne ricordiamo la porta d’ingresso fatta di legno pregiato con in rilievo figure di Santi e Beati, l’affresco immediatamente sopra e le stupende colonne che la fiancheggiano.

Nello stesso convento sono ancora oggi conservate in buono stato due stupende tele raffiguranti    S.Antonio e S.Alfonso.

Traduzione della lapide

“ La pace è portata qui dove la spada uccise i corpi. Inorridisco nel riferirlo. Gli uomini di propria volontà sfidano alla battaglia, l’animo deplora nel ricordare il sangue ( versato ).

I Fratelli di Francesco cercano di convincere i petti crudeli, con l’aiuto della Vergine predicano buone parole a questa gente, così abbracciarono le destre dopo aver deposto la spada. da ogni parte convengono quanti negli animi e nelle opere edificarono il tempio a cui è dato il nome della Pace “

Eretto nell’anno 1518

Rifatto nell’anno 1874