CittadinoNews anno 4 n.1

0
732

L’editoriale di Vladimiro D’Acunto

Un 2015 nato nel sangue: tavole, fogli, pagine, insomma una redazione cosparsa di sangue invece che di inchiostro. Lo scorso 7 gennaio di quest’anno al civico 10 di Rue Nicolas-Appert, XI Arrondissement di Parigi, 12 persone (a cui il 9 gennaio si sono aggiunte altre 5) sono state trucidate a colpi di Kalashnikov ad opera di assassini. Se si sia parlato di questo episodio troppo poco o fin troppo non sta a noi giudicare, ma una cosa è sicura: il fatto avvenuto resta – indelebile – nella storia, nel ricordo, nell’anima.
Oggi, a mente lucida, mi vengono in mente alcune lezioni universitarie del mio Professore di Letteratura greca che ci spiegava cosa fosse la parresìa. Un termine nato in Grecia composto da una prima parte “pan(r)” che vuol dire “tutto” e “rhèsis” cioè “parola”, ovvero “parlare di tutto”. Spesso liquidata in maniera più semplicistica come “libertà di parola”, in realtà la parresìa è una specie di virtù, possibilità, diritto/dovere del cittadino (specie se individuo pubblico) di dire tutto, senza inserire eventuali “filtri”, interpretazioni, giudizi tra il proprio pensiero e la parola da dire. Questo processo consiste, in pratica, nell’affrontare qualsiasi argomento, esprimendosi in piena e totale libertà. Nell’antica Atene, ad esempio, la parresìa esisteva perché in città regnavano tolleranza, senso dell’humour e piena libertà di parola. Pilastri, in pratica, su cui si fondava e prosperava la satira.
Intelligente, serena e vera è una persona capace di coltivare l’ironia e l’autoironia. Colui che non è in grado di ridere, di gustarsi la satira o la beffa scherzosa e ricorre alla censura, all’ipocrita limitazione del “va bene, però…” o in alcuni casi anche ai mitra, non fa sicuramente parte di quel mondo libero che richiede coraggio, forza e virtù. Costui sarà schiavo delle falsità, dell’etichetta, dell’ignavia, della ragion di Stato o dei dogmi religiosi.
“Parlare di tutto” richiede dei costi (in voti, in amicizie, in tempo, in denaro), ma è una scelta. Una scelta da cui potrebbe dipendere la libertà… individuale e collettiva.