Comicon 2016: l’essere nerd

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Napoli Comicon 2016: l’essere nerd

Dal 22 al 25 aprile sono stato al Napoli Comicon 2016, una delle più importanti fiere del fumetto e dell’audiovisivo d’Europa, tenutasi alla Mostra d’Oltremare, che ha contato ben 100.000 ingressi in quattro giorni di evento. Quest’edizione si è rivelata una delle migliori, se non proprio la migliore, degli ultimi anni grazie a un cospicuo impegno da parte dell’organizzazione, che ha portato ospiti del calibro di Don Rosa, il grande autore Disney; Sarah Andersen, autrice della striscia online Sarah’s Scribbles; Noelle Stevenson, per Bao Publishing; Adam Kubert, autore statunitense Marvel, Dc e Dark Horse; i mangaka Atsushi Kaneko e Lynn Okamoto; Luis Quiles illustratore spagnolo noto per la capacità di rappresentare metaforicamente i lati oscuri della società. Non mancano inoltre i grandi nomi del fumetto italiano, fra cui il Magister della scorsa edizione, Milo Manara, Roberto Recchioni, Sio, Tanino Liberatore, Zerocalcare, famosissimo comico partenopeo Frank Matano e Maurizio Merluzzo, doppiatore di videogiochi, film, cartoni animati e Youtuber di grande fama grazie alla web serie “Cotto e frullato”.
Grande attrazione è stata per le prime de Il trono di spade (sesta stagione), Adventure Time, Outcast, accompagnato da tutto il cast, e da Michael Cudlitz, noto attore della serie The Walking Dead.
Il mio interesse, però, è andato sull’area videogames, dove ho trovato, devo ammettere, piacevoli sorprese. Anteprime, conferenze, testing area, tornei e, novità di quest’anno, l’Indie Arena, che ha ospitato case sviluppatrici indipendenti, permettendo di testare e far conoscere prodotti, che magari non avrebber o avuto un’utenza così elevata. Le case produttrici sono Ceerk.games, Go Manga, Yonder, Elf Games, Spaghetti games e BigBang Pixel delle quali trovate una pagina dedicata ai giochi migliori presentati, alcuni dei quali lasciano davvero a bocca aperta.
La Mostra d’Oltremare ha ospitato, inoltre, l’Asian Village, meta immancabile per i fan della cultura nipponica, dove, grazie all’allestimento fatto, si poteva viaggiare da Napoli in oriente con uno schiocco di dita.
Non potevano mancare la gara cosplay, gli eventi di musica live, combattimenti medievali e il buon cibo sa mangiare rilassatamente sulle rive del piccolo laghetto presente nella struttura.
Il Comicon e gli altri eventi di questo tipo rappresentano per me, e per tutti gli amanti della cultura nerd, uno dei luoghi dove puoi sentirti a casa, dove trovi persone con cui puoi discutere su argomenti, che altrimenti rimarrebbero fini a se stessi, chiusi, isolati nell’arretratezza, nel disinteresse, nella chiusura della società esterna, che si ammazza per una partita di calcio, che si fa prendere a calci nel sedere da una classe politico-dirigente volta solo ed esclusivamente al proprio interesse e non al benessere comune, intortando con una “ars oratoria” il cittadino bloccato culturalmente.
Essere nerd non ha un senso negativo, ma, positivo in quanto ha uno sfondo culturale, sociale e psicologico di peso elevato. Il nerd è quella persona che si appassiona a qualcosa e la porta avanti, coltivando un interesse comune con altre persone, facendo, addirittura, dei “pellegrinaggi” per eventi di genere. Se al posto di nerd avessi scritto tifoso di calcio, non sarebbe stata la stessa cosa? Molti, sono sicuro, avrebbero risposto “NO!”, perché vedono queste persone come alieni, come persone diverse, come persone fuori dal normale, che hanno interessi “strani”. Il calcio è “normale”, agli occhi di tutti, è “normale” picchiarsi, ammazzarsi per gente che nemmeno ti conosce. Essere nerd non significa non avere una vita sociale – anzi! – conosci persone da tutto il mondo grazie ad internet, giochi online con un ragazzo di un altro paese senza alcun problema. In conclusione, chiedo a chiunque legga questo scritto di provare a dare una risposta a questi quesiti: perché si cerca sempre il lato negativo del mondo virtuale? perché non si vede in chiave positiva? perché si tende a sminuirlo, invece che valorizzarlo? Dirò la mia in un prossimo articolo.