Cos’è il Vicino Oriente?

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Nel precedente numero l’Oriente si era mostrato in tutta la sua espansione geografica. Vicino Oriente, Asia Centrale, subcontinente indiano, Estremo Oriente sono le macro-aree che abbiamo trattato. Ora, e nelle prossime uscite, analizzeremo nel dettaglio ognuna di esse tenendo sempre a mente che all’interno di ciascuna zona è possibile effettuare ulteriori suddivisioni.

Il Vicino Oriente, come abbiamo detto, racchiude la vasta area che va all’incirca dall’Egitto all’Iran. Considerando nello specifico ogni area, notiamo subito che ci troviamo di fronte la vera culla della civiltà, dove un tempo fiorirono le più grandi culture dell’antichità (figura in basso).
La sola Mesopotamia vide alle rive dei fiumi Tigri ed Eufrate popoli come Sumeri, Babilonesi, Assiri. Oggi questa zona ricade nell’Iraq e in parte della Siria, ma il teatro delle vicende storico-culturali del Vicino Oriente non fu solo questo.
Il cosiddetto Levante fu ciò che oggi è compreso tra Siria, Libano, Israele, Palestina e Giordania. Qui un tempo Fenici, Aramei, Filistei ed Ebrei la fecero da padrone. L’Anatolia, in Turchia, è stata la terra di Ittiti, Frigi, Lidi, Greci, Bizantini, nonché di Turchi.
L’Antico Egitto si trovava lungo il corso del fiume Nilo, attuali Egitto e Sudan, mentre l’Iran fu interessato dalla nascita, tra le altre, della cultura persiana.
La penisola arabica fu luogo di fioritura per le civiltà dello Yemen e per gli Arabi che da qui cominciarono la loro conquista che li avrebbe portati, nel giro di pochi decenni, a rappresentare il pericolo numero uno per l’Occidente. Questa zona è anche conosciuta per le vie carovaniere che la attraversavano interamente da sud a nord, famose soprattutto per il trasporto di profumi e spezie, beni preziosi ricercatissimi in antichità.

Ai nostri giorni il Vicino Oriente parla perlopiù arabo e la religione maggiormente diffusa è l’Islam, anche se al suo interno vi sono diverse correnti. Gli Arabi cominciarono ad esistere fondamentalmente da Maometto in poi, a cavallo tra VI e VII secolo dopo Cristo.
Egli (mi perdoneranno i musulmani se non userò alcun tipo di eulogia come gloria e benedizioni su di lui) scrisse il Corano, il libro sacro. Le parole gli furono dettate direttamente dall’Arcangelo Gabriele che gli parlava per bocca di Dio. In poco tempo gli Arabi, spinti dalla forza delle parole del Corano e quindi da Allah che li assisteva, conquistarono tutto il Vicino Oriente e non solo. Europa (Spagna e Italia meridionale), Africa settentrionale e parte dell’India caddero presto sotto i colpi del popolo di Allah e la religione musulmana ricavò da ciò un forte impulso (figura in basso).
Di tutto questo oggi resta una marcata traccia nella cultura mondiale, sia nelle zone con cui gli Arabi sono venuti a contatto che, ovviamente, negli stessi Paesi arabi, i quali si sono liberati dal colonialismo degli Stati occidentali ma restano ancora vittime dei loro interessi.

Il Vicino Oriente, come abbiamo visto, ha una storia antichissima e affonda le sue radici nella notte dei tempi. Tanti popoli hanno calpestato il suo suolo, tante battaglie vi si sono combattute e un contributo sostanziale ha apportato alla civiltà globale. La scrittura prima e l’alfabeto poi, il rame, il calcolo, l’astronomia sono solo alcune delle invenzioni o scoperte che dobbiamo riconoscere ai popoli del Vicino Oriente. Ad essi dobbiamo tanto e ad essi dobbiamo essere sempre grati. Nel prossimo numero si parlerà dell’Asia Centrale e non sarò io ad occuparmene ma una persona molto preparata sull’argomento. Vi lascio in buone mani.

Fausto Mauro