E’ del festival di Giffoni il fin la meraviglia

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Si è da poco conclusa la 43ª edizione del Giffoni Film Festival (in seguito GFF), un successo come tutti gli anni.
Con quest’evento, Giffoni Valle Piana si trasforma per poco più di una settimana in punto di ritrovo per giovani cinefili e in fulcro del cinema internazionale.
La formula è sempre la solita e collaudata ormai da anni: dare spazio e voce ai ragazzi che formano le varie giurie del Festival; i numeri (tratti dal sito www.giffonifilmfestival.it) parlano di 3300 giurati provenienti da 41 Paesi e 160 città italiane, e poi dicono che il Festival non ha più il fascino di una volta!
La “kermesse” cinematografica quest’anno ha presentato un ricco e vasto programma che si è svolto tra anteprime di film (spiccano “Monsters University”, “Titeuf” e “I Puffi 2”), conferenze per il territorio volte a promuovere i prodotti locali e altre per il sociale, conferenze stampa con gli ospiti e ancora tanto altro: spettacoli per intrattenere i più piccoli, bazar e i concerti che si sono tenuti allo stadio comunale Troisi.
Grande merito dell’organizzazione è stato quello di aver tenuto impegnata l’intera città durante l’evento, coprendo un’area che va dalla Cittadella del cinema al già citato stadio comunale.
Gli artisti che sono venuti al GFF e le persone che vi hanno lavorato sono stati davvero tanti ed uno più simpatico e disponibile dell’altro, citarli tutti in un noioso elenco mi sembra eccessivo e perciò parlo di alcuni che hanno particolarmente impressionato i nostri occhi.
A meravigliarci sono stati dunque gli addetti ai lavori che imperterriti hanno condotto un’attività intensa per occuparsi di tutto e per far andare tutto alla perfezione.
Parlo degli “Elio e le Storie Tese” ed è inevitabile non ricordare la critica fatta al rap italiano di cui portavoce si è fatto Faso, il quale in risposta ad una domanda che si riferiva ad alcune volgarità presenti nei loro testi, ha risposto: Un verso come “sto lontano dallo stress, fumo un po’ e dopo gioco a P.E.S” è un messaggio che fa schifo al cass…ed è mille volte più volgare di quello che diciamo noi nella canzone “Cara ti amo”.
Ovviamente mi riferisco ad Alessandro Siani che lontano dal suo personaggio ha confermato di essere una persona sincera, semplice e di cuore come tutti noi.
Del seguito pazzesco che ha una delle protagoniste del telefilm “Glee”, Naya Rivera della quale ci ha impressionato il suo stile e la sua tenerezza nel ricordare il compianto collega scomparso da poco.
Parlo dell’ospite che personalmente ho atteso più di tutti, Renzo Arbore si è rivelato ciò che uno si aspetterebbe: simpatico, vivace, un vero “showman”, non ha nemmeno bisogno delle domande della stampa (alcune misere) perché è lui a portare avanti il tutto, quando inizia a parlare è difficile fermarlo e questo non perché sia pedante semplicemente perché ha tantissime cose da raccontare.
Poi il suo concerto ha incantato i nostri occhi e riempito di suoni meravigliosi le nostre orecchie, grazie anche alla presenza de “L’Orchestra Italiana”; ma al di là della loro indiscutibile bravura è la canzone napoletana che ha in sé tutto, tutto ciò che il cuore può pensare e la mente può sentire lo ritroviamo in brani come “Voce ‘e notte”, O’ Sarracino”, “O’ surdato ‘nnammurato”, “Luna rossa” e tante altre, l’ascolto è un’esperienza trascendentale.
Emozionante è stato sentire Giancarlo Giannini dire che per fare un buon film non è necessario avere un grande budget ma basterebbe anche un bambino con una videocamera perché -sostiene- il cinema è mistero, è favola; bello è stato vedere Alessandro Gassman difendere i diritti umani presentandosi con una maglietta di “Amnesty International” e sentirgli dire che il cinema può essere un mezzo per sconfiggere il razzismo.
Dulcis in fundo Roberto Saviano che ci ha spronato ancora una volta a non abbassare mai la testa, a non svegliarci sconfitti al mattino e che il coraggio a parlare deve sostituire la rabbia che abbiamo dentro verso la corruzione.
Abbiamo raccolto, elaborato e commentato quanti più notizie ed eventi possibili per tenervi costantemente informati su quanto accadeva.
Vi invito a vedere i “books” fotografici sia sul sito che sull’ account Facebook per sentirvi ancora più dentro al Festival di Giffoni.
Grazie a chi ci ha sostenuto durante questi giorni e soprattutto a chi, senza invidie, si complimenta per il nostro lavoro.
Vi aspetto l’anno prossimo per la 44ª edizione del Giffoni Film Festival!

Fausto Mauro