E’ ‘na Babbilonia… – alla scoperta della prima città

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In linea con il tema della rivista e con questa rubrica mi sembra doveroso parlarvi di Babilonia, la prima grande città della storia.Tutti noi abbiamo una visione negativa della città, si dice “è ‘na Babbilonia” per riferirsi a qualcosa di confuso, di peccaminoso.Fin dalla prima volta che sentii usare questo modo di dire mi sono chiesto: “Perché proprio Babilonia?”.Con lo studio e col tempo ho capito che anche questo cliché è legato ai pregiudizi di un popolo, ai suoi costumi e alle sue tradizioni; in questo caso quelle cristiano/giudaiche.Gli Ebrei non conservano buona memoria della città perché la collegano ad un grande “olocausto” del re Nabucodonosor II (605-562 a.C.) che invase anche Gerusalemme distruggendo il Tempio di Salomone.Per questo motivo nella Bibbia se ne parla malissimo e ci tengo a precisare che si chiama Babel perché in accadico Bab-El significa “Porta del Dio”.La città ha una pianta rettangolare di 8150 metri quadrati ed è attraversata dal fiume Eufrate che assume il nome di Arahtu nella prima parte e di Eufrate nella seconda.Si entra nella città attraversando un doppio circuito di mura e passando per una delle 8 porte, le quali avevano nomi di divinità babilonesi; la più famosa porta è quella di Ishtar (fig.1).Da questo mastodontico ingresso, ornato con mattonelle smaltate policrome e con mosaici raffiguranti leoni e animali mitologici si accedeva alla Via della Processione le cui pareti erano adornate allo stesso modo.Dalle 8 porte si accedeva ai quartieri: 6 nel centro storico e 4 nella “Città Nuova”. I più importanti distretti erano Babili cioè la città vecchia e l’Eridu dove si ergeva l’Esagila, il tempio più importante della città.L’Esagila (“Casa che alza la testa”) è un complesso templare dedicato al dio Marduk e fu completato sotto il regno di Nabucodonosor II, il re architetto che provvide anche al completamento della “Torre di Babele” che altro non è che l’Etemenanki, la principale ziqqurat della città.Ma ogni re che si rispetti non può non far costruire un suo palazzo ed è ciò che fece Nabucodonosor II.Il palazzo era fornito del comando delle guardie, della residenza di un “ministro” che controllava gli affari di corte, delle sale di rappresentanza, dell’abitazione del re e dell’harem della regina e tutti questi settori avevano anche un cortile.

All’interno del palazzo stesso furono organizzati i “Giardini Pensili”(fig.2), una delle Sette Meraviglie del mondo antico, attribuiti a Nabucodonosor II, anche se in molti li fanno risalire a Semiramide moglie di Shamshi-Adad V (824-811 a.C.).Molto simile a un orto botanico, i “Giardini” furono fatti costruire da Nabucodonosor per sua moglie, originaria della Media che aveva nostalgia del suo luogo natale.Riferendosi a Nabucodonosor II, si legge nella Babiloniaká di Berosso: “Dopo che egli ebbe circondato la città di mura in maniera ammirevole ed ebbe adornato le porte così come si addice a un luogo santo, egli costruì un nuovo palazzo vicino al palazzo di suo padre […] Nonostante le sue straordinarie dimensioni e splendore, comunque, esso fu completato in 15 giorni. In questo palazzo egli costruì e approntò i cosiddetti “Giardini Pensili” su grandi terrazze di pietra che egli modulò come montagne e vi impiantò ogni specie di alberi. Egli fece ciò per sua moglie originaria della Media che sentiva la nostalgia per le patrie colline.”Babilonia grazie a tutte queste opere e grazie anche al suo cosmopolitismo si è meritata di diritto il titolo di prima grande città e prego qualche dissenziente di non farne una questione cronologica perché molte di queste date fornite non sono precise e, come visto per i “Giardini Pensili”, ci sono varie versioni di più studiosi quindi tutto ciò che ho appena scritto potrebbe risalire anche a molto prima.Infatti i re mesopotamici in generale tendevano a rimodernare e a restaurare ciò che già esisteva, facendo passare per nuovo ciò che ordinavano di costruire solo per ricevere più onori dai posteri.Ci vorrebbe un siffatto re per risollevare i nostri beni culturali?

Fausto Mauro