Giù la maschera

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Attualmente viviamo in una società dove il concetto della forma regna sovrano in tutto quello che ci circonda. Non percepiamo le cose come esse sono; le apprendiamo per come ci appaiono, e per questo siamo sempre alla ricerca dell’aspetto perfetto.

Tutti quindi alla ricerca della “maschera perfetta”, dietro la quale in più occasioni si nasconde una persona incapace di pensare, di riflettere, di scegliere, quella persona che il tempo e l’evoluzione, paradossalmente,  ha creato solo per reprime la nostra personalità.

Si crea così una crisi di identità; uno, cento o milioni… siamo tutti schematizzati, tutti secondo uno standard produttivo, manca solo un “codice a barre” e si conclude una filiera troppo corta per un essere umano.

Tutto ciò genera un  uomo non in grado di conoscere e di padroneggiare il mondo esterno, che ha difficoltà a conosce anche se stesso e non si appartiene.

A volte, seguendo questo schema non ci accorgiamo il mutare di sentimenti, convinzioni, atteggiamenti che si verificano nella vita di ciascuno di noi. Non siamo capaci di distinguere e capire veramente cosa nasconde e ci perdiamo tra infinite e inutili domande: “Chi sarà mai? è veramente quello che sembra? oppure è solo una maschera vuota e incapace di…?”

Cerchiamo continuamente una risposta e ci soffermiamo sempre e comunque a giudicare, proprio perché non sappiamo, e in molte occasioni sbagliamo. Così anche noi stessi ci sentiamo giudicati dagli altri per quello che non siamo, o che forse non siamo mai stati, come se, per giudicare il contenuto contasse più l’etichetta.

E’ necessario uscire da questo schema, affrontando la vita come se fosse un “ballo in maschera” tutte maschere diverse, belle o brutte che siano, purchè diverse. Accettandone quindi le diversità e dando spazio all’essere più che alla forma.

In pratica non dobbiamo avere paura di mostrarci, di strapparsi dal viso questa maschera che nasconde molteplici identità tante quante le nostre incertezze, forse scaturite a seguito di un lungo periodo di anonimato. Sentirsi imprigionati è negativo e se si tenta di mostrare il nostro vero volto è probabile che si possa perdere il posto in una società che inneggia all’immagine e alla perfezione.

Ma questo significa rompere con quel comodo, conformista e acquiescente modo di essere in cui gli uomini si rifugiano per avere un alibi nei confronti della propria piatta quotidianità. Una quotidianità che occulta, inganna e distrae impedendo una corretta comunicazione tra sé e gli altri.

In questo stato di “identico anonimato”, si intrufolano e prendono il sopravvento le figure più meschine, quelle che usano la propria “maschera” per nascondere i propri inganni. Coloro a cui interessa una società più facile da governare, priva di cultura, ambizioni ed emozioni.

Bisognerebbe, invece, esternare e manifestare reciprocamente come si è, senza alcun timore o remora, evitando di reprimere le proprie emozioni.

A parer mio, l’immagine da me individuata per questo articolo, racchiude ciò che ho cercato di esprimere attraverso il testo, laddove ho tentato di sorvolare il buio che ci circonda e il sovrapporsi inesorabile degli stessi volti.

Si tratta di un’opera realizzata da un ragazzo di Montecorvino Rovella, Giovanni Arminio, che attraverso le sue tele e le sue sculture cerca di esprimere e trasmettere qualcosa facendo riflettere e sognare su cose che troppo spesso trascuriamo o, addirittura, dimentichiamo.

Gennaro Mauro

2 Commenti

  1. Grazie Admin ! ….queste poche righe vanno oltre l’articolo, infatti è una riflessione, un’autocritica, una dedica alle generazioni che verranno. Infine un omaggio e un’esaltazione del lavoro di un giovane di Montecrvino Rovella. A Rovella c’è gente con gli attributi: che riflette, lavora, spinta da sani principi e questo portale ne è una dimostrazione concreta. Spero solo che il mio cammino sarà sempre accompagnato dalla vs. presenza e da persone che come noi, credono che questa sia la strada giusta verso un paese che si evolve e cresce con i nostri figli.

    PS. …..Admin è un nome di origine egiziane ?