IL POTERE DELL’AUTOSTIMA

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Non c’è nulla di peggio di sentire il disprezzo per la propria persona eppure l’uomo sa farlo molto bene. Quante volte ci siamo sorpresi a pensare “non ce la farò”, “non riuscirò”, senza considerare le conseguenze del pensiero negativo e della disistima? Sminuirsi provoca uno stato di disagio e sofferenza. Nel tentativo di evitare qualsiasi esperienza che in qualche modo possa intensificare questo stato negativo, si corrono meno rischi sociali o professionali, si rinuncia a incontrare persone, si limitano le proprie capacità ad aprirsi agli altri e si ergono delle enormi barriere difensive; rafforzate ulteriormente dal continuo pensiero di precedenti fallimenti e opportunità mancate. Vivere con l’attenzione sempre rivolta al passato è autolimitante, impedisce di essere pronti ad affrontare le esperienze e i sentimenti attuali che rafforzano la nostra unità mente-corpo e ci permettono di agire in ogni situazione prontamente e con responsabilità. Chi ha scarsa autostima ha dentro di sè un mostro autoprodotto, vive costantemente situazioni di disagio che provocano sentimenti d’inadeguatezza e ritiene di non meritare il benessere e la felicità. La mancanza di auto apprezzamento è uno dei segnali d’allarme di personalità fragili, maggiormente tendenti a stati depressivi, ansiosi e difficoltà relazionali poiché se credo di essere un incapace e me né convinco, lo divento e sviluppo il mio disagio.  In due parole si diventa vittime di se stessi, del proprio modo di pensare e di agire. Per evitare di sprofondare in tali errori sarebbe utile allenare la propria autostima, che è l’insieme delle aspettative personali, delle qualità delle relazioni che sperimentiamo, dell’amor proprio e dei feedback ricevuti in ambito sociale e lavorativo. Valorizzarsi è essenziale per la sopravvivenza psicologica ed è facile poiché il primo passo per farlo è volersi bene. Ragionare su se stessi permette di definire chi siamo, di attribuirci un valore personale grazie a percezioni realistiche delle proprie capacità. Quando si ha una buona autostima, si avverte la possibilità di poter controllare la propria vita, scegliere, affrontare le difficoltà, adattarsi in maniera flessibile alle situazioni, giacché si sa di avere delle risorse a disposizione da poter utilizzare. Auto considerarsi è un processo creativo, in divenire, che permette di sviluppare un senso di sé positivo che consente di migliorare la qualità della vita. La consapevolezza di ciò che si è, si può fare e si vuole però non basta, serve l’allenamento, come se si trattasse di dover potenziare i muscoli del corpo. Qualche pillola. Ogni aspetto di noi che vediamo, ne asconde uno opposto che non vediamo, ma c’è. Imparare a “tirarlo fuori” vuol dire conoscersi. Un buon esercizio consiste in primis nello sviluppare un inventario del concetto di se: come sono, come mi vedono gli altri, cosa faccio, cosa voglio, con chi mi nascondo, perche lo faccio, come mi rende felice e perché, ecc. Bisognerebbe imparare a interrogarsi costantemente, cercando di far emergere parti di sè celate che spesso attivano i malumori, il cinismo, le frustrazioni, dei veri e propri virus per l’autostima.  Inoltre, bisognerebbe imparare a vivere con autenticità, cercando di capire quali sono i ruoli che spesso assumiamo e perché. Questo permetterebbe anche di conoscere quel personaggio che molto spesso recitiamo nella nostra vita, involontariamente, per difenderci, per insicurezza o imbarazzo. Inoltre, sarebbe opportuno creare un inventario delle nostre potenzialità, evidenziando i pregi e non i difetti come siamo abituati a fare. Non sono i difetti a minacciare l’autostima ma le definizioni che diamo di noi stessi e che ci costringono a vivere dentro un modello. Infine sarebbe opportuno interrogarsi su ciò che vogliamo, su quante energie utilizziamo per ottenerlo e su quali energie non liberiamo (basta pensare al tempo sprecato a dire “non posso”). Qualunque sia il modo di allenare l’autostima bisogna sempre ricordare che il potere di star bene è dentro di noi, nella cura che abbiamo di noi stessi e nella capacità di volerci bene. Bastano pochi minuti al giorno per combattere quel mostro autoprodotto e sviluppare pensiero positivo. L’autostima è l’arma, conoscersi il segreto.

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