Indietro nel tempo, viaggio a Costantinopoli (PARTE 2): il Grande Palazzo e l’Ippodromo

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Azioniamo di nuovo la macchina del tempo e ritorniamo a Costantinopoli.
Ci eravamo lasciati nel quartiere dei ramai dove abbiamo alloggiato stanotte, delusi per non aver potuto visitare l’Ippodromo e il Grande Palazzo; oggi ci riproveremo senza dimenticare che la meta del nostro viaggio è la Basilica di Santa Sofia.
Ritorniamo nella piazza principale (Augustaion) e ci dirigiamo verso l’Ippodromo ma prima di entrare vedo una guardia imperiale e, sperando di ottenere un trattamento di favore, cerco di spiegare che siamo veri romani, provenienti da Roma e figli di quello che fu l’Impero romano d’Occidente. I costantinopolitani e i bizantini tutti hanno grande rispetto verso l’Impero romano, infatti si reputano diretti discendenti definendosi persino Romaioi ovvero “Romani”. Sembra che la chiacchiera con la guardia abbia ottenuto l’effetto sperato, infatti mi lancia un’occhiata meravigliata, le sue labbra si allargano quasi a sorridere e si precipita ad avvisare del nostro arrivo il protoasekretis (l’alto funzionario, incaricato dei documenti amministrativi) che a sua volta spiega tutto direttamente all’imperatore il quale ordina di farci ospitare nel kathisma (la loggia imperiale da dove la corte assiste alle corse dei cavalli nell’Ippodromo, inutile dire che si gode di un’ottima visuale essendo collocata al centro dell’edificio). Ma prima, lo stesso imperatore, ci tiene a mostrarci una parte del suo palazzo e, accompagnati dal protoasekretis, visitiamo la Chalke (la porta d’ingresso al palazzo), la Magnaura (da magna+aula, la sala da ricevimento) dove è collocato il trono imperiale che, grazie a pompe idrauliche, si innalza e i leoni e gli uccelli meccanici posti a lato per decorarlo emettono persino dei versi; provo a chiedere quale meccanismo rende possibile questo movimento e da dove provengono i versi degli animali ma il funzionario mi invita ad ammirare e a fare silenzio facendomi capire che dobbiamo già ritenerci fortunati di trovarci qui. Purtroppo ci viene vietata la visita al resto del palazzo e ci conducono attraverso un cortile direttamente nella loggia dell’Ippodromo (kathisma).
Entrati assistiamo ad uno spettacolo a cui oggi siamo abituati a causa dei nostri stadi e campi di gioco ma pensare che risale a circa 17 secoli fa, dovrebbe farci pensare. Un lavoro di arte, ingegneria e architettura straordinario ma andiamo con ordine perché anche la bellezza ha dei canoni e delle leggi da seguire per poter essere apprezzata completamente. Inizo col darvi alcuni numeri: lungo ca.440 m e largo ca.80m e ca.125m calcolando anche le tribune, l’Ippodromo ha una capienza di ca.50000 spettatori. La parabola che forma l’ edificio è divisa sul campo di gioco da un muro alto ca.2m e lungo ca.280m chiamato spina o in greco euripos dove sono collocati i vari monumenti come quello di “Ercole e le sue fatiche”, due obelischi di Teodosio e di Costantino, il tripode di Platea; senza dimenticare la quadriga (ora a Venezia) posta però su una torre vicino le stalle quindi alla nostra destra.

A breve inizia la corsa dei cavalli, a informarci è l’imperatore in persona che ci dice di aspettare il suono dell’organo. Io nel frattempo mi allontano un attimo e decido di puntare qualche solidus su un fante proveniente dall’attuale Georgia, ricordandomi che anche i bizantini hanno un centro scommesse per le corse dei cavalli!
Le stalle sono in fermento, l’attesa è finita, l’organo suona e via! I cavalli iniziano il loro giro di ricognizione, lo completano e si fermano sulla linea di partenza, situata sulla nostra sinistra. Si parte, i cavalli e i loro fanti dovranno completare 7 giri prima di tagliare il traguardo; la gara quindi dura poco e una volta finita il vincitore raggiunge la loggia imperiale per farsi dichiarare tale dall’imperatore.

Finita la gara, usciamo dall’Ippodromo, “purtroppo” abbiamo avuto anche oggi una giornata impegnativa e dobbiamo rimandare a domani la visita alla Basilica di Santa Sofia, meta del nostro viaggio. Ritorniamo dunque nel nostro alloggio nel quartiere dei ramai, dietro Santa Sofia.
Vi rimando al prossimo mese per completare l’itinerario e vi assicuro che l’attesa sarà giustificata dalla magnificenza dei mosaici e delle decorazioni di una delle basiliche più importanti della cristianità.
Per quanto riguarda la mia scommessa, vi dico che sono sfortunato anche in altre epoche storiche infatti il vincitore è un ex soldato proveniente da Trebisonda…

Fausto Mauro