INTO THE MAGIC – GIFFONI FIM FESTIVAL

0
416

Paolo Ruffini, Arisa e Max giusti presentano “Cattivissimo me 3 in 3d”, il nuovo capitolo delle avventure dell’ex cattivo Gru con la sua Lucy e le loro adorabili bambine (Margo, Edith e Agnes) e, naturalmente, i suoi fedelissimi MinionS.
Un cartone, l’unico territorio nel quale la guerra non miete vittime, non ci sono armi ma si combatte a colpi di danza.
Dopo il successo dei primi due, “Cattivissimo me 3” va in anteprima stasera al Giffoni Film Festival (versione originale con sottotitoli in italiano). La cittadella è invasa dai minions e da palloncini colorati che aspettano di essere liberati per colorare ancora di più il nostro cielo.
In sala stampa qualche piccola anteprima. Arisa: “La mia Lucy è cresciuta, vuole farsi apprezzare dalle figlie di Gru. Non ci sono grosse trasformazioni nel doppiaggio di questo personaggio, perché ci sono affinità tra Lucy e la donna Arisa, con quel briciolo di follia che appartiene anche alla mia vita”. Continua Ruffini “Sono il più cattivo di Cattivissimo Me. Non è un cattivo, piuttosto un infelice, un odiatore che non è riuscito a raggiungere il successo e prova rabbia verso tutto e tutti.“
Infine Max Giusti che con la voce di Gru racconta: “E’ il mio terzo Cattivissimo Me, è nato insieme a mio figlio, ma lui è più bello. Abbiamo doppiato un cartone che ha aperto una strada: i piccoli ci vedono lo scherzo, il cartone; per gli adulti, invece, si tratta di un film. Siamo davanti ad un’opera trasversale” Poi ci regala qualche performance cantando “Indifferentemente” con la voce di Ligabue.Infondo si sa, Max Giusti è un fuoriclasse del doppiaggio e dell’imitazione.
In relazione a questo sono tutti e tre in accordo sull’idea che un doppiaggio dev’essere ben fatto per non rovinare il progetto cinematografico. Quest’anno hanno avuto a che fare con un lavoro certosino perché “Cattivissimo me 3” è diventato qualcosa di molto grande, si è passato da una piccola produzione ad un vero e proprio colossal del cinema per bambini e adulti.
Vengono trattati anche temi importanti come la diversità.
A Ruffini chiedono anche di parlare dell’odio. Sospira, ma esegue lo stesso: “Non è facile – premette – ma ci provo. Ho fatto un progetto con i ragazzi down. Poi all’improvviso, sulla mia pagina facebook, è stato pubblicato un post: qual è la differenza tra i down e Ruffini? Ho risposto con poche parole: “Infatti non c’è”. Questa è sindrome di app, mica sindrome down. Il problema è che noi oggi perdiamo una grande occasione quando maneggiamo la realtà virtuale: potremmo lanciare messaggi positivi e invece creiamo un clone della quotidianità, cioè la infarciamo di cattivi sentimenti. Madre Teresa di Calcutta chiedeva di non invitarla a manifestazioni contro la guerra, perché le avrebbe disertate tutte. Chiedeva, invece, di invitarla a manifestazioni a favore della pace, perché l’avrebbero sempre trovata in prima linea. Ecco il segreto: impariamo a non essere sempre contro e sforziamoci di vivere e schierarci a favore delle cose, della novità, del cambiamento”.
Appuntamento ancora una volta al cinema.
Io vado, i minions mi hanno rapito per far festa!