La nobiltà dello Sport

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Se nello scorso numero si è pensato di dedicare un articolo alle Olimpiadi, meravigliosa manifestazione sportiva (per chi scrive l’unica – insieme all’America’s Cup e al Rugby – degna di nota, emozione ed interesse) in questo numero del CittadinoNews si è ritenuto altrettanto importante parlare delle Paralimpiadi, ovvero le Olimpiadi dei diversamente abili. Manifestazioni come Olimpiadi e Paralimpiadi piacciono ed emozionano un po’ tutti sia per le attività diversificate che propongono e per la diversità dei Paesi partecipanti, ma anche e soprattutto perché fanno affiorare alla superficie una miriade di cognomi sconosciuti (ben lontani dai riflettori dei consueti cognomi superpagati di calciatori o altri sportivi) che regalano all’Italia e al mondo, secondo lo spirito olimpico, stupende medaglie d’oro, d’argento e di bronzo.

Qualche settimana fa è iniziato e si è concluso un magnifico viaggio sportivo, parallelo alle Olimpiadi, che riguarda i nostri atleti paralimpici, fantastici ed emozionanti esattamente come i loro “fratelli” olimpici ma in possesso di quello slancio e di quella “diversa abilità” che quasi prepotentemente sprigiona nobiltà d’animo e di corpo. Già abbiamo avuto modo di vedere cosa è la vera nobiltà nell’atleta olimpica di ping pong Natalia Partyka, ma nell’Universo paralimpico abbiamo assistito davvero a delle belle storie e perciò vorrei soffermarmi su queste medaglie d’oro, d’argento e bronzo (ma tutte scintillanti come l’oro). Alle Paralimpiadi di Pechino la delegazione italiana aveva conquistato 18 medaglie (4 d’Oro, 7 d’Argento e 7 di Bronzo), a queste di Londra i nostri atleti portano a casa 28 medaglie (9 d’Oro, 8 d’Argento, 11 di Bronzo).

Ricordiamo le medaglie d’Oro di Cecilia Camellini con i suoi 2 Ori nei 100 e nei 50 Stile Libero Femminile, Oscar de Pellegrin nel Tiro con l’Arco Individuale, Assunta Legnante nella sezione Atletica Leggera – Lancio del Peso Femminile, Alessandro Zanardi nel Ciclismo su Strada – Cronometro e nell’individuale sugli 8 giri, Martina Caironi, nell’Atletica Leggera – 100 metri Femminili, Roberto Bargna, Ciclismo su Strada – Prova in Linea C1-3 e nell’individuale C1-3. Per quel che riguarda le medaglie d’Argento si ricordano Oxana Corso nell’Atletica Leggera -200 metri Femminile T35 e nei 100 metri T35, Pamela Pezzutto nel Tennis Tavolo – Singolare Femminile, Alvise de Vidi nell’Atletica Leggera – 100 metri piani Maschili, Elisabetta Mijno nel Tiro con l’Arco – Olimpico Individuale W1/W2, Alex Zanardi nel cilcismo a staffetta, Ivano Pizzi nel cronometro individuale categoria B e Ivano Luca Pizzi nel Ciclismo su Strada – Cronometro B. Infine le medaglie di Bronzo si riferiscono a Federico Morlacchi nel Nuoto – 100 metri Farfalla Maschile S9, 400 metri Stile Libero Maschile S9 e nei 200 metri Misti Maschile S9, ritroviamo la nostra reginetta Cecilia Camellini nel Nuoto – 100 Dorso Femminile S11 e nei 400 stile nella categoria S11, Annalisa Minetti (ve la ricordate durante il Festival di Sanremo 1998, duplice trionfatrice nella categoria Nuove Proposte e in quella Principale?) nell’Atletica Leggera – 1500 metri Femminile T12, Vittorio Podestà nel Ciclismo su Strada – Cronometro H2 e nell’individuale H2, Matteo Betti nella Scherma in Carrozzina – Spada Categoria A, Michele Pittacolo nel Ciclismo su Strada – Prova in Linea C4-5, Alessio Sarri nella Scherma in Carrozzina – Sciabola Categoria B.

Bravi, davvero bravi questi nobili guerrieri nostrani che si sono distinti alle Paralimpiadi di Londra 2012 e di cui ho ritenuto opportuno elencarli uno ad uno per nome e per relativa disciplina, in quanto meritano la stessa visibilità dedicata agli atleti delle Olimpiadi di Londra 2012. Come non essere d’accordo con le parole di una degli atleti protagonisti, Annalisa Minetti?: “Queste gioie allontanano la sofferenza” ha dichiarato in un’intervista. E’ proprio vero, prendere parte, partecipare (si badi bene al verbo) a manifestazioni come queste implica innanzi tutto immensa forza di volontà, generosità e umiltà. Questi atleti hanno saputo darci delle lezioni di vita. Lezioni di umiltà e sacrificio, lezioni di speranza, lezioni di ironia e simpatia se pensiamo alla mascherina con due occhi disegnati di Assunta Legnante, atleta non vedente, lezioni di caparbietà e sacrificio come nel caso di Alex Zanardi, da impartire anche a qualche atleta italiano delle altre Olimpiadi di Londra che magari ha ritenuto più opportuno perdere, lagnarsi, criticare o ingannare.

Vladimiro D’Acunto