La “Scasata”

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Nell’era dell’economia globalizzata e disumanizzata, in cui gli animali sono oggetti usa e getta dai quali trarre il massimo profitto col minimo sforzo, in Campania sopravvive un rito arcaico in cui è l’animale che detta i tempi e i modi dell’allevamento.
Tempo fa mi sono imbattuto in una campana, enorme, di quelle che si vedono al collo degli animali da pascolo, lunga più di un metro, larga 60cm e profonda 30cm, di peso superiore ai 7kg. Una campana “scasatrice”. Cos’è una campana scasatrice? E’ l’ultimo ricordo di una tradizione antica, l’ultimo legame tra l’uomo, l’animale, la natura e un mondo arcaico che pian piano scolora.
Di certo l’incontro che ho avuto non è usuale, eppure quella che vi racconto è una storia che si ripete ciclicamente da secoli, una storia che inizia per il volere del tempo, delle mucche e se possibile dell’uomo.
Ho avuto la fortuna di conoscere alcuni vaccari dell’Irpinia che praticano ancora la transumanza, di questi, ancora pochi conservano un legame forte con la natura e con gli animali da cui traggono sostentamento. Il loro lavoro è particolarmente faticoso, a differenza di altri allevatori questi non utilizzano cani o cavalli per aiutarsi, camminano ed all’occorrenza corrono per le montagne per seguire o cercare una loro mucca, tale attività non conosce feste né malattie e non matura ferie, avere delle mucche significa dedicarsi a loro completamente, 7 giorni a settimana, 365 giorni l’anno. Anche durante la transumanza l’uomo e l’animale camminano allo stesso passo, vigilando l’uno sull’altro. Capiamoci, i vaccari non la chiamano transumanza, siamo noi a chiamarla così, loro la chiamano per quel che è: “scasata”, una sorta di trasloco. Pur vivendo sei mesi in Puglia e sei mesi nelle montagne dell’avellinese rimangono negli usi, nei costumi e nel dialetto abitanti dell’Irpinia. Nonostante ciò in paese li chiamano “i puglisi”. Il primo legame tra l’allevatore e la mucca è la campana. Differenti per foggia, dimensione e timbro le campane, quasi tutte d’ottone, vengono manutese artigianalmente, ed anche il collare è intagliato dal più anziano della famiglia. In maniera assolutamente inconsapevole i vaccari, dotati di una musicalità al limite dell’orecchio assoluto, riconoscono a centinaia di metri di distanza il suono di una singola campana (sia da sola che in mezzo a tante altre) ed associano a “quel” timbro il nome dell’animale a cui appartiene. Forse vi sembrerà una cosa da poco, ma associare in maniera univoca 300 capi a 300 timbri di campane non credo sia così facile. Ma anche la mucca non è indifferente al suono e al tipo di campana. Il momento della partenza per la transumanza è deciso, il più delle volte, dalle condizioni climatiche, neve o freddo con l’incalzare dell’inverno. Gli allevatori affermano che le mucche conoscono perfettamente la strada da sole e di fatto non hanno bisogno di loro durante il viaggio, non di rado accade che con l’abbassamento delle temperature o con la prima neve le mucche partano senza attendere l’uomo. Secoli di reciproca convivenza tra uomo e animale hanno prodotto un rito che permette di far capire alla mucca che il tempo della partenza è prossimo. Prima della scasata viene cambiata la campana a tutte le mucche, quelle piccole vengono messe da parte (ritorneranno una volta che il viaggio è finito) ed a tutte vengono date campane più grandi dette appunto “scasatrici”. Le mucche podoliche sono animali timidi e schivi, è impossibile avvicinarle per poterle anche solo accarezzare, gli stessi allevatori non riescono ad arrivare che a pochi metri di distanza dopodichè queste scappano impaurite, ma durante il rito del cambio delle campane si crea un momento magico: quando le mucche sentono le campane scasatrici tutto la mandria resta immobile e silenziosa, in un clima surreale l’uomo si avvicina all’animale, lo tocca, sgancia il collare di legno e cambia la campana, una dopo l’altra ogni capo attende docilmente il suo turno. Alle mucche più robuste vengono date le campane più pesanti e sonore, queste poi guideranno la carovana e faranno l’andatura durante il viaggio. Entusiaste per la partenza le mucche si avviano richiamando l’attenzione durante il loro passaggio nei paesi.
Il tempo della scasata è ormai prossimo prestate orecchio al canto delle campane.

 

Angelo Plaitano