Le origini di Israele, tra archeologia e Antico Testamento.

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La nascita dell’Israele è tra le più complesse da decifrare sia perché le fonti archeologiche sono poche e sia perché per il popolo ebraico, l’Antico Testamento costituisce una verità storica. Partendo dalle certezze archeologiche, sappiamo che dopo il crollo del dominio egiziano in Palestina (XII sec. a.C.), i Filistei presero il sopravvento e occuparono le zone cananee della costa e delle vallate; nelle zone collinari e montane si insediarono delle genti di derivazione tribale e pastorale che i contadini cananei associarono a dei rifugiati e a degli sbandati. Infatti nella lingua locale i primi ebrei erano indicati col termine ͜habiru (= nomadi, rifugiati).

A mischiare le carte, però per l’evoluzione degli ebrei, intervengono dei fatti riguardanti il periodo in cui i testi sono stati scritti.
Il primo esilio in terra d’Egitto con annesso ritorno in Palestina risale al VII-VI secolo ma sono collocati dalla tradizione religiosa nel XIII secolo. Un altro elemento di cui possediamo una data certa, è quello inerente l’età dei Giudici che si sarebbe posta a metà tra la formazione della monarchia israelitica e le monarchie cananee, distrutte da Giosuè (successore di Mosè). Questa età secondo il racconto biblico, avrebbe portato uno stato di non governo nelle terre di Israele, perché in quel periodo il popolo ebraico si trovava in Egitto. Ma non andò proprio così, in quanto nella zona palestinese vi erano dei regni cananei a dominare.

Altro elemento dubbio riguarda lo stato socio-politico e religioso avanzato del popolo ebraico quando giunse nella terra promessa, infatti il culto di Yahweh aveva già una certa stabilità e la società aveva già raggiunto una coesione e un’organizzazione precisa; tutto ciò risale solo al VII secolo con le riforme religiose di Ezechia e Giosia, e non prima. La maggior parte degli eventi inerenti Mosè e personaggi successivi spiegati nell’ Antico Testamento hanno in verità una realtà successiva a quella del XII secolo ca., risalente intorno al VI secolo, e importante è anche il fatto che gli eventi narrati siano intrisi di quell’ espediente comune a molte religioni chiamato mito. Questo espediente usato in modo anacronistico rende il passato più glorioso e più degno di onori, tecnica usata da molti, se non da tutti, i popoli vissuti sulla terra.

Probabilmente per avere un quadro storico completo e soprattutto veritiero ci toccherà aspettare dell’altro tempo, ma basterà il solo tempo per far luce sui fatti? Oppure è un diritto che ci verrà negato? A causa della fede che gli ebrei (ma anche tutti gli altri credenti) ripongono nei loro testi sacri, i quali possono avere un potere spirituale sulle nostre anime ma difficilmente riescono ad apportare dei contributi alla Storia, quella vera!
Fausto Mauro.