LO STRESS

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Gli individui non sono vittime passive degli eventi ma tutto ciò che ci circonda ci influenza La nostra mente è una memoria sempre attiva che assimila ricordi di eventi e stati d’animo per cui è necessario saper leggere i segnali di tale memoria per mantenere l’equilibrio omeostatico dell’individuo, che non è solo fisico ma anche psicologico ed emotivo.

I pensieri negativi non elaborati sono apparentemente silenti nell’inconscio ma premono costantemente verso l’alto, in direzione della razionalità e della consapevolezza, pronti a esplodere nel momento in cui le nostre difese si abbassano. Anche se non li sentiamo o percepiamo questi lavorano, scavano per far emergere parti che sono state ignorate per molto tempo. Quando questo meccanismo s’istalla, si diviene consapevoli di ansie e timori finora estranei, il corpo comincia a divenire luogo di somatizzazioni, si comincia a riflettere sui propri limiti e sulle proprie debolezze e il modo in cui si valuta tutto ciò e si considerano le proprie capacità di gestione, determina gli effetti dello stress e la possibilità di tenervi testa.

Gestire lo stress richiede energie e razionalità. Gli eventi scatenanti possono essere infiniti tanto che questo può essere considerato un’inevitabile conseguenza della vita. Traumi, esperienze negative, il lavoro, gli accessi alimentari, le aspettative, la freneticità del quotidiano, stili di vita e credenze influenzano il nostro benessere. La conseguente attivazione biologica e comportamentale è un fatto naturale e si chiama stress e la somma di tutte le reazioni che si manifestano nell’organismo è definita sindrome generale di adattamento. Questa consta di tre fasi: allarme, resistenza, esaurimento. Ecco cosa accade quando si è sotto stress. Nella fase di allarme l’organismo percepisce l’arrivo di una situazione stressante e il sistema nervoso autonomo si attiva per dar vita alla risposta “combatti o fuggi” con la maggiore produzione di adrenalina e antidolorifici naturali, come le betaendorfine, che innalzano la soglia del dolore permettendo di affrontare al meglio l’evento negativo.  A livello clinico si riscontra un aumento della pressione arteriosa, del battito cardiaco, della temperatura corporea, della tensione muscolare che può durare anche svariate settimane.  Nella fase della resistenza, il momento più importante, l’organismo cerca di resistere attraverso la produzione di cortisolo, la cui diretta conseguenza è l’abbassamento delle difese immunitarie che non diviene nocivo fino a quando i livelli di stress rimangono nella norma. Il buon esito della fase di resistenza è strettamente correlato alle capacità dell’individuo di fronteggiare la situazione per cui è consigliabile agire attivamente, praticando sport, tecniche di rilassamento, modificando i propri stili di vita e le proprie abitudini alimentari se necessario. Prendersi cura di sé è fondamentale per entrare nella terza fase, quella dell’esaurimento. Scopo di questa fase è quello di consentire all’organismo il meritato riposo, per cui se la resistenza è andata a buon fine e l’organismo ritiene che l’evento stressante sia stato debellato, allora tale fase viene percepita come una fase di sollievo, mentre se ciò non è accaduto si assiste ad una progressiva  mancanza di energie che può anche indurre un’azione depressiva con ansia, spossatezza e blocco dell’azione soprattutto nei casi di stress cronico.

Donald Tubesing ha affermato che: ” Lo stress è come una spezia, nella giusta proporzione esalta il sapore di un piatto. Troppo poca produce un blando, noioso pasto; troppa può soffocarlo”. Siccome nessuno può far a meno di tale spezia imparare a dosarla per creare gustosi piatti è fondamentale. Basta scegliere gli ingredienti giusti, i primi potrebbero essere: il respiro regolare e profondo in abbondanza, un pizzico di svago e relax appena possibile e risata quanto basta, per gli altri ingredienti, a voi la scelta.