Madonna dell’Eterno

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Montecorvino Rovella, Chiesa di Maria SS. dell’Eterno
Una precisazione sulla data di fondazione.

 

IL FATTO
Nel 1980, in occasione della nostra prima pubblicazione1, a pag. 77, scrivemmo che nel 1500, in una domenica di maggio, un mandriano che aveva tenuto a pascolo dei bovini, si accorse della mancanza di una vacca, e così via, segue il racconto della nota leggenda dell’icona. Questa datazione (1500) era stata tratta dalla pubblicazione del Serfilippo2 con la denominazione di Santa Maria dei Valloni. Quando nel 1985, ci accingemmo ad effettuare una pubblicazione specifica sulla Chiesa e sul Culto della Madonna dell’Eterno3, dopo molte ed affannose ricerche, tra tradizioni orali, poesie storiche e preziosi suggerimenti di Padre Alfonso De Simone4, ci recammo presso La Chiesa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo e consultammo l’Archivio in loco. Rinvenimmo“ l’inventario n. 5 delle Chiese e delle Cappelle “, nel quale vi erano due dettagliati inventarii, redatti rispettivamente nel 1617 e nel 1634. Nel primo non veniva citata la Chiesa della Madonna dell’Eterno, nel secondo ,invece sì, con parecchio materiale di arredo ed attrezzature già consumate, alcune di pertinenza del “ passato Primicerio”. Dopo attenta indagine di alcune espressioni usate in detto registro ed altre preziose annotazioni, confortati anche dalla tradizione, riuscimmo a stabilire una data di fondazione al 1623. Ci fu di prezioso supporto il volumetto di poesie storiche dell’Avallone5 dal quale rilevammo anche il nome del vescovo di Acerno dell’epoca che si era prodigato per la realizzazione dell’opera e per la diffusione del culto, mons. Giovanni Serrano ( Vescovo dal 1613 al 1637). Questa logica conclusione tuttavia, mal si collegava con le affermazioni del Serfilippo che faceva risalire il culto al secolo precedente, a meno che, e ci sembra a questo punto ovvio, non esistesse che una piccola cappella o una nicchietta a ricordo dell’avvenimento. Da una relazione del vescovo di Acerno mons. Antonio Agellio ( 1593 – 1604 ) si legge : “ vi sono (nel territorio montecorvinese ) quelle Chiese che un tempo erano frequentate, ora, per la non frequenza degli abitanti, sono abbandonate, sono quelle di Santa Maria della Rocca6 e Santa Maria de Laterna7. Dalla relazione di mons. Giovanni Serrano del 16188 risulta che le Chiese di S. Maria de Eterna9 e di Santa Sofia sono state restaurate. Dalla relazione dello stesso presule del 1628 viene citata la Chiesa di Santa Maria de Eterna che per devozione di popolo superava la Chiesa di Santa Maria della Rocca. Traspare chiaramente che la Chiesa venne inaugurata in questo decennio10 e l’evento ebbe una risonanza notevole sulla popolazione locale e dei paesi viciniori. Il poemetto storico dell’Avallone ci parla anche di miracoli nei secoli successivi.
CONCLUSIONE
Nel 1500, nella zona delle Toppole, una tradizione raccontava del rinvenimento di una icona della Madonna in una vallata . Sul luogo dove successivamente la Madonna fece nevicare in una terza domenica di agosto, venne costruita una piccola cappella a ricordo dell’avvenimento. La cappella era dedicata a Santa Maria dei Valloni, poi, Santa Maria de Laterna, curata da pastori e da devoti che si recavano sul luogo. Alla fine del 1500, comunque, tale culto era quasi scomparso11 e la cappella o chiesetta che sia, era in totale stato di abbandono. Mons. Serrano, promotore della ristrutturazione della canonica di San Pietro, provvide alla ristrutturazione e costruzione di una Chiesa da dedicarsi alla Madonna dell’Eterno e la diffusione del culto popolare fu agevolata da due fattori:
dalla riproposizione della leggenda dell’apparizione
la necessità di rivalutare la località che rientrava nel possesso della Diocesi di Acerno
Abbiamo ritenuto doveroso, per buona pace dei soliti ignoti, esperti di storia del giorno dopo, fare una opportuna precisazione e cercare di stabilire la verità dei fatti che risultano alla luce della documentazione consultata.
                                                                                                                                                                                                                                                           NUNZIO DI RIENZO