“Microchippa il tuo cane” – Intervista a Antonella D’Amore (Lega nazionale per la difesa del cane)

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Intervista a Antonella D’Amore, rappresentante della Lega nazionale per la difesa del cane a Montecorvino Rovella.

Encomiabile il lavoro di volontariato che svolge oggi, assieme a quello di quanti sono al suo fianco e cioè Annalucia Cucino, Mario Tortorella, Giancarmine Lamberti, Rossella Galderisi. Lo scopo è quello di “microchippare” i cani, in maniera totalmente gratuita. Chiediamo a lei alcune informazioni a riguardo.

 

Cos’è e a cosa serve la “microchippatura”?

 La microchippatura è sostanzialmente un numero di codice che viene inserito nel cane e che viene successivamente iscritto all’anagrafe canina, dove risulterà il nome e cognome del proprietario, il nome del cane e tutti i dati che servono nel caso si smarrisse. Qualora uno di noi volontari dovesse recuperarlo, si va dal veterinario per controllare la presenza o meno del microchip e nel momento in cui questo ne fosse provvisto si può facilmente risalire al nome e cognome del proprietario.

Dove si fa normalmente questa procedura e quali sono i suoi costi?

 Tale procedura si effettua sia all’ASL che da un veterinario privato e in questo caso ha un costo che varia dai 20 ai 25 euro. Con una manifestazione quale quella di oggi, noi della Lega per la difesa del Cane possiamo permetterci di farlo gratuitamente con microchip forniti dall’ASL stessa.

Dunque la principale – anzi l’unica – differenza tra la procedura effettuata nell’evento oggi promosso e quello che normalmente si svolge all’interno dell’ASL è il costo?

 E’ assolutamente così, noi forniamo lo stesso servizio usando gli stessi strumenti e soprattutto con persone ugualmente qualificate e autorizzate – ovviamente veterinari – come Matteo Russo ma siccome lo scopo è principalmente di sensibilizzare facciamo tutto in maniera gratuita.

In cosa consiste nello specifico questa pratica e, soprattutto, è indolore?

 Assolutamente indolore. Il tutto consiste nell’inserimento di una particella metallica dalle dimensioni ridottissime che si inserisce all’interno del cane e l’intera operazione dura pochi secondi. Grazie a una macchinetta apposita il chip viene rilevato, il segnale riconosciuto e decodificato fornendo tutti i dati forniti al momento dell’iscrizione.

Come sta andando l’evento che avete organizzato oggi? Qual è la risposta del cittadino alla vostra opera di sensibilizzazione?

 Questa giornata sta andando benissimo, sono estremamente soddisfatta. E’ andato tutto oltre le mie più rosee aspettative; abbiamo avuto un’affluenza di gente che davvero non aspettavo. Normalmente la microchippatura viene vista come “una responsabilità” perché è il padrone che si impegna a dare il proprio nome (e recapito) al cane, di conseguenza lui è in qualche modo rintracciabile (e questo ovviamente va a danno di quanti volutamente abbandonano i cani). Tuttavia il rendere gratuita la procedura ha invogliato le persone a farla, tanto che a un certo punto della mattinata i microchip stessi erano finiti. Ovviamente sono stati prontamente recuperati altri e adesso infatti il nostro lavoro sta continuando tranquillamente e senza nessun intoppo.

Il successo di questa giornata vi ha fatto pensare a un seguito? Avete progetti a riguardo?

 Decisamente si. La presidentessa della Lega nazionale per la difesa del Cane, Antonella Centanni, informata della buona riuscita di oggi mi ha esternato l’intenzione di volerla rifare di sera, in modo da raggiungere ancora più persone. Tra l’altro, di sicuro c’è in programma una manifestazione a Giffoni – magari usufruendo della vetrina fornita dal Film Festival – che sto personalmente organizzando e per la quale mi sono già messa in moto per i permessi, incentrando l’attenzione sul randagismo e la necessaria sensibilizzazione delle persone su un argomento che ormai non è solo una questione di civiltà e buon senso ma anche una realtà sociale che bisogna saper affrontare e gestire.

A completamento di questa iniziativa – durata per l’intero arco della giornata e anche per questo va il nostro plauso ai volontari che hanno stazionato in piazza padre Giovanni da Montecorvino – c’è l’iniziativa “adottiamo per un giorno”, manifestazione sempre realizzata dalla Lega per la difesa del Cane, per far avvicinare ulteriormente le persone ai cani e al lodevole gesto di adottare un randagio.

Danilo D’Acunto