MUSICATTIVA 2014 – “FOJA” in concerto – ph. ROSA FENZA

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GRAZIE DEI FOJA

2014,  ottavo appuntamento di Musicattiva, uno dei migliori eventi – estivi e non – di Montecorvino Rovella. Una piazza-teatro all’aperto, un palco, un punto ristoro e della buona musica: nella sua semplicità, resta un’iniziativa che non smette di funzionare e mantiene intatta la sua bellezza. Il perché va probabilmente ricercato nella cura che gli organizzatori prestano all’allestimento, che è una cura molto particolare perché non è lasciata al caso ma dimostra una attenta lungimiranza, nel senso più stretto del termine. Già, perché i ragazzi del “Laboratorio Creattivo” danno a Montecorvino Rovella la medicina di cui ha più disperatamente bisogno, vale a dire importano brandelli del resto del mondo tra le mura cittadine. Fare un discorso culturale può essere complicato, riduttivo o limitante se si continuano a propinare gli stessi ingredienti in salse diverse, e questo è forse il difetto maggiore in cui ci si può incappare organizzando un evento di paese. La promozione territoriale è sicuramente importante, ma allo stesso tempo c’è bisogno di rendersi conto che al di là dei territori circostanti esiste un intero pianeta che vale la pena conoscere e considerare. Sia conservata a lungo la tradizione delle “tammorriate”, però la musica non è fatta solo di quelle e ogni tanto fa bene sperimentare qualcosa di nuovo, altrimenti rischiano di fare la fine della musica balcanica così come ci viene testimoniata nella canzone “Complesso del primo maggio” degli Elio e le storie tese.

Ospiti di quest’anno sono stati i “Foja”, gruppo in realtà già abbastanza “storico” e noto nella loro città natale, Napoli, soprattutto grazie a presenze nei principali eventi culturali del sud Italia e collaborazioni con cantanti nazionali ed esteri (come Eugenio Bennato e Manu Chao) ma soprattutto per la loro partecipazione alla colonna sonora del lungometraggio animato “L’arte della felicità” con il brano “A malìa”. E di questo lavoro cinematografico che ha avuto un notevole successo (e del quale viene vivamente consigliata la visione) si è parlato all’interno della serata, così come si è approfittato dell’occasione per focalizzare l’attenzione sull’attuale situazione di guerra nella striscia di Gaza, di cui la nostra generazione ricorda tristemente gli ormai ciclici bombardamenti. Insomma, da Montecorvino a Napoli, da Napoli alla Palestina, passando per musica e cinema, cartone e teatro; un evento declinato in suoni, parole e immagini, immersi in quella piccola terra di tutti e di nessuno che è la piazza Seesen Harz, versione nostrana delle “grandi opere” create e poi abbandonate a se stesse, ma fenice nei progetti di chi ha ancora più passione che politica da vendere.

E’ esattamente questo di cui parlavo sopra. Un evento culturale è innanzitutto un evento civile, che deve anche investire le nostre coscienze oltre che divertire; la cultura è sostanzialmente una scoperta: nel momento in cui veniamo a conoscenza di altre realtà – felici o meno – abbiamo indirettamente migliorato noi stessi. Il 25 luglio ancora una volta il Laboratorio è riuscito a fare centro in questo proposito per la qualità del suo lavoro e di questo dovremmo esserne grati. I Foja hanno regalato due ore e passa della loro musica, un bel mix di pop rock e di folk che strizza l’occhio al country e il blues, con melodie che fasciano a dovere l’interessante timbro vocale di Dario Sansone. Il dialetto napoletano è lingua madre nei testi ed è bello pensare che in questa occasione Montecorvino ha scansato le ruffianate modaiole del rap (o hip-hop, fate voi) napoletano (fenomeno di costume, tempo un anno e già nessuno si ricorderà degli artisti-funghi che attualmente spuntano minuto dopo minuto), così come sono stati evitati gli orripilanti neomelodici (fenomeno, invece, semplicemente di malcostume) che a quanto pare hanno iniziato a fare capolino anche da noi. Insomma, in Campania di musica dialettale ce n’è tanta: è decisamente encomiabile il fatto di aver avuto il buon gusto di scegliere la più adatta. Già solo questo dettaglio deposita a favore di Musicattiva e lo rende, come dicevo prima, uno dei migliori eventi di paese, se non il migliore (ciò che purtroppo gioca in suo sfavore è una congenita limitatezza di mezzi e risorse per ampliarsi e coprire più spazi temporali e fisici). Possiamo dunque solo augurarci che un domani l’associazione abbia maggiori possibilità di incrementare i propri progetti perché dati i suoi precedenti è difficile pensare che non farebbe un buon lavoro. Male che vada, non ci resta che aspettare Musicattiva 2015.

Danilo D’Acunto