PREMIO FABULA, STORIE DAL GRAN FINALE

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Apertura in bellezza per il premio Fabula 2017 con Giobbe Covatta.

L’attore napoletano ha inaugurato l’ottava edizione della kermesse, che da otto anni si tiene in quel di Bellizzi, incontrando i 190 giovani creativi (ognuno autore di una favola incentrata sul proprio territorio di appartenenza).

A loro ha parlato di scrittura, lettura e Africa.

«La scrittura deve essere universale – ha esordito – solo così può avere un senso: quasi come se le parole fossero uno specchio nel quale ognuno ritrova la sua storia”.

Con semplicità e carisma ha spiegato ai giovani l’importanza della lettura. Crede fermamente che sui libri ci siano scritte cose di straordinaria bellezza in grado di farci immaginare, sognare e crescere. Ciò che ci allontana dalla carta scritta, secondo lo scrittore, è la mancanza di pazienza e concentrazione, capacità che al momento mancano alle nuove generazioni.

Nell’incontro con i creativi spera d’aver dato loro un contributo per aiutarli ad abbandonare libri virtuali e social network e riprendere carta e matita.

Poi Africa e  diritti dell’infanzia. Come testimonial di “Save the Children”, Covatta porta avanti da anni la sua campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono e la fame nel mondo. In piazza, davanti ad un pubblico attento, dichiara il suo amore per l’Africa e per le persone che vivono in Africa, una terra in grado di trasmettergli  meravigliose emozioni. Invita tutti ad una maggiore conoscenza della storia di quel posto per poter fornire aiuti concreti e soprattutto di cuore. Afferma: “Aiutarli a casa loro? Significa costruire infrastrutture e garantirgli possibilità di sopravvivenza e non dotare due casse di mitragliatori ai libici per sparare chi attraversa la frontiera”

Infine, in linea con il tema del Festival, a chi gli chiede quale sia la sua storia dal gran finale, risponde: “L’amore per mia moglie, siamo insieme dal 1977”

Incontrarlo è stato emozionante, Covatta è un attore  ma anche un grande uomo che ha lasciato l’Italia per fornire il suo supporto a chi ha più bisogno.

Un esempio da seguire per i 190 giovani creativi e per tutti noi che spesso restiamo a guardare.