Quel freddo carnevale. Da Montecorvino con stupore

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Il carattere ossimorico del titolo la dice davvero lunga. Temperature finlandesi, cieli cupi, venti calmi ma pungenti: gelo e pioggia non arrestano il divertimento e la follia che, implacabili, inondano il comune montecorvinese. Celebrato in tutto il mondo, radicato a una storia persa nell’infinito tempo, fastoso e bizzarro dalla nascita, torna il Carnevale 2013, per targarlo con precisione. Un Viale animato da famiglie allegre e spensierate, da uomini, donne e fanciulli che approfittano delle poche ore di anonimato garantito dalle loro maschere, per lasciarsi andare a comportamenti inusuali.
Tutti fianco a fianco per festeggiare, ballare, cantare, interagire con la pazzia. Il tutto esaurito sulle panche cementate e su quelle legnose, così come ai tavolini dei bistrot che bene hanno investito nella straordinaria apertura domenicale.
Gli addetti all’ordine pubblico lasciano correre chiudendo un occhio più che volentieri: cittadini euforici ma pur sempre rispettosi.
Un boulevard sommerso dalla folla in delirio e scalpitante. L’arrivo dei carri tarda qualche istante. Alcuni bambini saltano irrequieti sulle arrossate spalle dei loro padri, con quella fantasia tipica che gli riporta all’udito le fanfare in lontananza degli aspettati. La notizia sorprende ed entusiasma chi, pignolo e puntuale, dalle ore 15 in punto resiste al freddo ma non abbandona il campo: il target dei più anziani. La tradizione carnevalesca è un “precetto montecorvinese” da rispettare, e siam certi che se la loro timidezza avesse ceduto al pieno fascino delle maschere, avrebbero anch’essi trovato il giusto costume, semmai un Pantalone dal naso adunco e dalla barba appuntita.
Inizia la sfilata, si aprono le danze, start alle musiche che avvolgono il Paese. Si corre. Bisogna cercare uno spiraglio per meglio apprezzare le meraviglie. Corre lesto Pulcinella, anzi complimenti a chi porta in strada il servo pigro e disincantato, nonché maschera napoletana per eccellenza. Bravo! Corrono e si staccano dalle mani rassicuranti dei genitori due bimbe gemelline “pan di stelle” mascherate. Un omaggio alla Mulino Bianco e alla creatività made in Montecorvino. Originali! Uno, due… dieci donne incappucciate si affacciano alle finestre: è tutto pronto. Ecco i carri, e con essi i commenti, gli incanti, gli applausi, gli entusiasmi.
L’impegno ha preso forma: impossibile “rubare” delle idee specie quando si scorge che appartengono al ladro più astuto del mondo Lupin; difficile riprodurre storia, tipicità e tradizione come il successivo e più minimalista carro; sorprendente è come “fruttano” le idee nella mente di chi poi si nasconde in una mela, una banana, un’anguria, un grappolo d’uva, colorandosi di verde speranza, rosso passione, giallo… armonia dei sensi; guai “mentire” dinanzi alla stravaganza di un Pinocchio ben allestito e di un ensemble riccamente decorato. Pena: una tirata d’orecchie dal coscienzioso “Grillo” parlante. La kermesse montecorvinese, senza lagune o gondole romantiche, sforna quattro caravelle allegoriche da far invidia al più prestigioso dei Carnevali.
10 febbraio 2013: semplicità e stupore a Montecorvino Rovella!

di Michele Carucci