Realtà virtuale.

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Gli aspetti positivi dei social network (d’ora in poi S.N.), sono sotto gli occhi di tutti, per questo intendo portare l’attenzione sul lato oscuro dei S.N. Essi costituiscono un mezzo di controllo mediatico degli individui da parte di coloro detengono il potere. Gli utenti “credono” che con i post, i like, i condividi e tutto il resto contribuiscono a “fare” qualcosa di buono. In parte è vero, ma l’energia profusa in azioni virtuali va a loro discapito; dopo aver navigato la rete in lungo e in largo, ai poveri marinai, non restano più molte energie da investire in attività reali. Questa dinamica la conoscono bene coloro che hanno interesse a sedare le masse per soddisfare la loro avidità: trasferire sempre più ricchezza dalle nostre tasche alle loro. Il termine “energia” nell’immaginario collettivo è connesso a concetti come: energia elettrica, solare, nucleare, e così via. Tutti aspetti esterni e che riguardano ciò che è altro dal proprio sé. Ma l’energia è anche quella fisica. del corpo, della menta e della psiche. Queste ultime, come le altre, sono ugualmente soggette a processi di esaurimento e di rinnovamento. Ognuno di noi sa cosa intende comunicare quando esterna con frasi tipo “Ho le pile scariche”, “Non riesco a concentrarmi”, “Ho lavorato troppo”. La verità sta nel fatto che la nostra capacità di fare o non fare dipende dalla quantità di energia disponibile (fisica, mentale e psichica) e dalla quantità di informazioni disponibili a livello cosciente. La mente riceve un’infinità di informazioni attraverso i sensi ma, giocoforza, è costretta ad oscurare molte di queste affinché sia efficace e ci permetta di vivere una vita “normale”. Molte informazioni pur passando attraverso la memoria, vengono rimosse da quella zona che chiamiamo coscienza e che ci permette di andare “consapevolmente” in giro per il mondo. Vengono rimosse perché catalogate “inutili” e cestinate, ma non dimenticate, in una zona chiamata inconscio. Chi tira i fili dei media sa bene che le informazioni stipate nell’inconscio non sono di facile accesso, l’inconscio, infatti, ha un suo codice per immagazzinare e gestire quello che la coscienza rimuove. Comunque, nella zona della coscienza, le informazioni che restano sempre accessibili, e per le quali abbiamo energia disponibile, sono alla fin fine, per la stragrande maggioranza degli individui, quelle indispensabili per nutrirci, per riposare, per riprodursi e per andare al lavoro. La piramide di Maslow ben esprime la scaletta dei nostri bisogni. Alla base insistono bisogni primari, e mano a mano che si sale, le nostre attenzioni si allontano dalle necessità puramente fisiche per realizzare bisogni sempre più complessi come intrattenere relazioni sociali, creare una famiglia e realizzarsi come individui unici. Maslow, al 4° livello, allude al desiderio umano di operare per il bene del pianeta; se riesco a dedicare energie alla mia sete di autorealizzazione e di progettualità sono destinato, di logica e di riflesso, ad operare non solo per il mio bene personale ma anche per il mio prossimo e per la comunità a cui appartengo. L’autorealizzazione e la progettualità, hanno molto a che fare con il benessere degli individui, e quindi con la felicità delle persone. Chiaramente. I S.N., la TV, la radio, complice la pubblicità, operano volutamente una continua confusione tra ciò di cui avremmo bisogno per sentirci individui realizzati e ciò che ci viene proposto. Così come ci siamo illusi che comprare automobili, cellulari, ecc, ci porti diritto alla tanto agognata autorealizzazione, allo stesso modo ci siamo convinti che un like sulla foto di Save the Children possa rappresentare un aiuto umanitario, che condividere un fatto di cronaca possa aiutare delle persone a salvarsi la vita, che registrarsi ad una pagina che promuove un evento politico possa mandare a casa senatori e deputati non proprio onesti. In definitiva la mente non distingue molto, anzi niente affatto, tra mondo reale e mondo virtuale. L’importante è saperlo.