Riflessioni di fine anno

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Chiudo questo 2014 con una parola: Grazie.

Un grazie particolare a tutti i nuovi amici che sono entrati a far parte della mia vita e un grazie speciale a quelli che se ne sono usciti.

Scriviamo l’articolo.

Qualcuno, forse, sta leggendo i miei scritti dal titolo …Tempi nostri. Qualcuno, forse. Ecco, a questo qualcuno dico che intendo prendere una pausa, quindi per questa uscita di Cittadino News, niente …Tempi nostri.

Tutti sapete che tra poco è Natale e che a Natale (notare la maiuscola) tutti sono più buoni. Sembra che il natale (basta con la maiuscola) porti con sé un virus che spargendosi nell’aria, insieme ai regali che si è soliti regalarsi sotto l’albero, penetri nel corpo fisico delle persone, lo pervade fin nel più sperduto neurone cerebrale e da lì, per chissà quale alchemica magia passi nella mente (qualcuno la chiama anima, qualcuno non la chiama proprio). E lì, dalla mente, questo virus, comincia a trasformare il comportamento degli individui. Non ci credete, vero? Vi porto una riflessione che riguarda i regali. Si, quelli di natale. Si sa che la generosità non è proprio una delle virtù più diffuse, chiedete a qualcuno di prestarvi un suo oggetto personale o (caso mai impazziste) di regalarvelo. Vi renderete subito conto che quel che affermo sulla generosità umana non è poi così lontano dalla realtà. E invece a natale tutti a fare regali a destra e a manca (che poi perché si dice a manca invece che a sinistra? Boh!). Merito del virus, non della bontà degli uomini, infatti già all’arrivo della Befana le cose iniziano a cambiare. Non si dice L’Epifania tutte le feste porta via? Questo aspetto della natura umana, lasciando da parte tutte le altre contraddizioni di cui è inconsapevolmente portatrice (la natura umana) come l’incapacità di vedere le ragioni dell’altro (per gli ottusi che non riescono a vedere più lontano del loro naso), o il desiderio di avviare iniziative niente affatto lodevoli (movimenti politici con l’insulsa idea di operare per il bene della comunità) e ancora desiderare di impegnarsi per il bene degli altri, a dispetto delle più semplici e logiche norme di comportamento che ogni cittadino è tenuto a rispettare, come (ad esempio) la libertà di decidere come porre fine alla propria vita (alcool, nicotina, droga, cancro, suicidio), di influenzare (nel bene e/o nel male ma soprattutto nel male, ci riusciamo meglio) il destino delle generazioni future (giù le mani dai bambini), di inventarsi nuovi modelli economici di produzione della ricchezza (abolizione del capitalismo e degli stipendi, nazionalizzazione a favore delle multinazionali delle risorse primarie, e altre amenità del genere) senza tenere conto, per nulla, né dei propri limiti (ognuno li possiede, tranne Dio, se esiste un dio) né delle proprie attitudini. Sì, attitudini. Mi spiego. Le attitudini sono quelle attività in cui, in un modo o nell’altro, riusciamo meglio. Qualcuno, come me, che svolge l’attività di counselor professionale e che si occupa di benessere psico-fisico e di salutogenesi, le chiama risorse personali. Lasciando stare il motivo per cui la maggior parte degli individui (gli egocentrici per primi) non conoscono i propri limiti, anzi non conoscono neanche il concetto di limite, e che, a dire il vero, anche matematicamente la funzione del Limite è sempre stata un po’ oscura a molti, Fourier e Bernouilli compresi, seppure, così asserivano, ne possedevano una profonda conoscenza (del Limite o dei loro limiti?), lasciando stare tutto questo, la domanda è: ma almeno una domanda sulle vostre attitudini ve la siete fatta?

Questo non è un problema da poco. Vi invito a riflettere, e sono sicuro che su questo che sto per dire vi ci ritroverete in pieno, a come vi sentite offesi e al senso di sopraffazione che avvertite quando qualcuno che dovrebbe offrirvi un servizio importante (per il quale avete anche sborsato del denaro) vi delude per la sua incapacità nel soddisfarvi ma soprattutto per l’incompetenza che dimostra in quello specifico contesto, su quel determinato argomento e per la superficialità con cui si appresta a prendere in carico il vostro bisogno.

Quello che fino a qualche rigo fa vi sembrava uno scherzo dialettico in cui il sottoscritto sembrava si destreggiasse per il semplice piacere di scrivere si è dimostrato, in questo preciso istante, essere una caratteristica di grandissima rilevanza per la risoluzione di molti aspetti sociali da cui non possiamo, per ovvi motivi, tirarcene fuori, essendone coinvolti fino al collo.

E il Natale? Il virus? Quella storia ve la continuo l’anno prossimo.

A proposito delle attitudini. Della serie ca’ nisciun è fess’ ci tengo a dire che, molti (tra quelli che ci deludono per la loro incompetenza e inadeguatezza) non sono fuori posto (anche se così sembrerebbe) ma occupano la posizione giusta per la loro principale attitudine. Quale? Ma è semplice: quella di accaparrarsi quanto più possono a scapito dei deboli e dei bisognosi. Perciò meditate gente, meditate. Se trovi una persona sbagliata al posto sbagliato, o qualcuno che ha per smania quella di migliorare questo mondo un motivo ci deve pur essere, e stà sicuro che tu non hai niente da guadagnarci. Anzi.

Emiliano Abhinav Boccia