Ritratto di famiglia

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La famiglia vive oggi un’ulteriore fase di cambiamento, spesso oggetto di discussione nella sua tradizionale identità. Si è passato in breve tempo da una famiglia patriarcale di carattere rurale a quelle più moderne composte da solo  genitori,anche “genitori multipli” e figli.

Un discorso  complesso quello dei “genitori multipli” ,dello stesso sesso, su cui ci potremmo soffermare anche per intere giornate;potremmo anche chiedere un giorno, ad un figlio diventato grande, la sua opinione. L’affetto che si trasmette reciprocamente tra figli e genitori, è la cosa più naturale che può esistere, non va usato come un farmaco per curarsi o meglio per curare i nostri vuoti.

Non dimentichiamo, che  viviamo in un Paese che non è ancora riuscito a risolvere i problemi legati alle lungaggini burocratiche dell’iter dell’adozione. Coppie a cui non è stata concessa la felicità di avere figli,persone che vorrebbero diventare genitori,e che si perdono nell’immenso labirinto della burocrazia,costretti a numerosi “passaggi di cortesia”, e che si ritrovano poi a fine giornata con in mano solo scartoffie e speranza, a guardare la foto (gentilmente concesse) di quei bimbi che forse un giorno, potranno accudire.

Non mancano poi, anche se più rare, situazioni familiari caratterizzate dalla presenza contemporanea di tre figure adulte che condividono lo stesso tetto e si occupano dell’educazione di figli. Quest’ultimo caso, a mio avviso, può essere definito più una S.r.l. nella quale il patrimonio a rischio sono proprio i figli.

Ma soprattutto, la velocità e il ritmo con cui (s)corre la vita familiare, fra parole non dette e cose non fatte per mancanza di tempo, fra crisi e rimpianti concentrando poi tutte le attenzioni in quell’unico giorno di festa,la domenica,  in cui spesso ci si ritrova a fare “indigestione” di sentimenti e di attività.

Si sente sempre parlare di ragazzi in crisi, alla ricerca della loro identità umana e culturale, alla ricerca della loro strada. Tutto ciò è sacrosanto, eppure anche i genitori non se la cavano meglio, con un futuro incerto, immersi fino al collo in un angoscioso presente in cui avvertono il senso d’impotenza nell’esercitare un’autorità che di fatto non è reale, verso i loro figli,e la sensazione di non poter trasmettere nessun’altra sicurezza se non il proprio amore.

Genitori bloccati da un girotondo frenetico di attività, dove il raggio d’azione ci mantiene sempre costantemente lontani dai nostri figli. Certo che il contesto che viviamo, privo di spazi di aggregazione non favorisce un’armoniosa vita familiare, specie nel rapporto genitori-figli.

E’ dunque indispensabile che una comunità civile dia dimostrazione concreta di come i  problemi e i disagi sociali debbano risolversi non solo all’interno di un tessuto familiare sereno ma al tempo stesso anche attraverso un contesto sociale adatto e supportato dalle istituzioni operanti sul territorio.

E’ evidente che il modello familiare non potrà più basarsi sull’esempio passato, ma ognuno di noi è chiamato a realizzarne uno nuovo, costruendolo e fortificandolo giorno per giorno; su tutto, rimane valido il principio che è proprio a partire dalla famiglia e dalle politiche familiari che si traccia il destino di un essere umano e della società.

 

Gennaro Mauro