Sommergibile e Piña Colada

0
8821

Il sommergibile o sottomarino è il nome di un drink base di birra bionda nel cui bicchiere si fa cadere uno shot (bicchierino) di distillato (vodka, tequila, etc).

Nell’estate del 2000 seguendo questo tipo di preparazione si è sviluppato, al Des Allees, il cocktail sommergibile. L’esigenza era di creare un cocktail alla frutta di alta gradazione alcolica che avesse una preparazione divertente e che non richiedesse una decorazione, ossia che fosse già esteticamente accattivante. Dato che doveva nascere come due cocktail che poi si fondevano insieme, si scelse di utilizzare due basi alcoliche diverse: la vodka che ha la peculiarità di essere quasi insapore per cui lega bene con qualsiasi altro ingrediente, e il gin che nell’immaginario collettivo si crede essere particolarmente forte dando quindi la sensazione di un cocktail “grintoso”.
Si riempie lo shotcon il gin e il tropical blu, si pone nello shaker pieno di ghiaccio la vodka, il succo d’arancia e il melone, si mescola energicamente e si filtra il tutto in un bicchiere old fashioned. A questo punto si lascia cadere lo shottino nell’old fashioned così facendo il gin del bicchierino si miscela solo in superfice donando al cocktail un’interessante sfumatura di colore, perché il cocktail da giallo-arancio che era, tende ora ad avere la parte in alto con sfumature verde-acqua. Il risultato finale è un cocktail dal fresco e morbido sapore di melone, che ricorda molto l’estate essendo quest’ultimo un tipico frutto estivo, dalla decisa carica alcolica, ma armonico nell’insieme. Immediato è stato il suo successo, tanto da divenire, per alcuni anni, uno dei nostri cocktail di punta.


Piña Colada


La Piña Colada è uno dei cocktail tropicali più diffusi nel mondo, fresco e gradevole ma nel contempo eccezionalmente persistente e armonioso con un tocco cremoso e vellutato sul palato.
Il primo riferimento ad una bevanda denominata Piña Colada e contenente rum, latte di cocco e succo d’ananas lo troviamo nell’edizione del 16 aprile 1950 del New York Times:” I cocktails delle Indie Occidentali variano dal famoso punch al rum della Martinica alla Piña Colada di Cuba “.
Un altro riferimento a una bevanda chiamata Piña Colada, senza il latte di cocco però, precede il New York Times di quasi 30 anni: “Il migliore però, è la Piña Colada. Il succo spremuto di ananas perfettamente maturo, shakerato con ghiaccio, lime, zucchero e rum in proporzioni delicate. Cosa c’è di più delizioso, e morbido”, si chiedeva il giornalista del Travel Magazine nel gelido dicembre 1922. Ma tra le varie ipotesi sulle sue origini, si pensa che le basi di un drink contenente ananas (piña in spagnolo) mescolato (colado) con altri ingredienti risalgano ai primi del 1800, quando il Pirata Portoricano “Roberto Cofresi” inventò una miscela di Rum, Cocco e Ananas con l’intento di incentivare il coraggio del suo equipaggio, ma con la sua morte nel 1825, la ricetta andò persa, trasformandosi nella versione conosciuta negli anni venti. La versione moderna di Piña Colada pare sia stata partorita dopo tre mesi di ricerche, il 15 agosto 1954, al Caribe Hilton Hotel. Il padre di questo cocktail si chiama Ramon “Monchito” Marrero Perez che, in veste di capo barman del Caribe Hotel di San Juan in Puerto Rico, ebbe il compito di sviluppare un drink a base di Coco Lopez, una crema di cocco molto dolce. Il cocktail composto di succo d’ananas, rum bianco, Coco Lopez e frullato con ghiaccio tritato fu denominato “Piña Colada”. Anche in questo caso, c’è la contesa per la paternità di questo cocktail. L’uomo che contesta questa storia si chiama Don Ramon Portas Mingot e afferma d’aver inventato lui stesso questo cocktail nel 1963 al “ La Barrachina Bar” di San Juan, dove pende ancora la targa di marmo con la scritta: “La Casa donde naciò en el ano 1963 la Piña Colada por Don Ramon Portas Mingot”.

di Ivan Cibele