Istantanee – momenti del Giffoni Film Festival in un battito di ciglia – DARREN CRISS, Min. ROBERTA PINOTTI, Gen. CLAUDIO GRAZIANO

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DARREN CRISS

“Ciao a tutti!”, in un italiano ovviamente influenzato dalla pronuncia inglese (americana). Darren Criss per sei mesi ha vissuto ad Arezzo e mastica sufficientemente la lingua, dettaglio che lo avvicina molto sia ai numerosi fan che lo aspettano impazienti sia a noi giornalisti.
Se non avete visto “Glee” – il serial musicale che ha sbancato in America e oltreoceano nel quale recitava – è difficile che lo conosciate, perché è solo recentemente che anche qui in Italia stiano arrivando i film e i corti nei quali ha recitato. Il Festival ha sempre riservato uno spazio alla serie (tanto da essere stato ribattezzato “Gleeffoni”), non a caso nelle precedenti due edizioni ci sono state altre due star prese dallo show, quali Naya Rivera nel 2013 (clicca qui per vedere le foto https://www.portalecittadino.it/giffoni-film-festival-2013-le-foto-della-nostra-fotoreporter-rosa-fenza/ ) e Lea Michele l’anno scorso.
Criss contemporaneamente a quella di attore manda avanti una carriera di musicista e cantante, per cui si è dedicato molto al teatro e ai musical teatrali, che difficilmente vedremo qui da noi. Tuttavia ora sta girando un film ambientato in Trentino (“è una fortuna poter girare in Italia, perché si tratta di un film romantico e l’Italia è il posto adatto. Se non posso garantire sia buono, sicuramente posso dire che sarà bello!”) e questo lo avvicinerà ancora di più al pubblico del nostro Paese. Darren Criss appartiene a una nuova tipologia di attori, che oggi è più corretto definire performer perché mescolano recitazione e talento musicale, seguendo i dettami del nuovo modo di fare spettacolo anche se questo non significa forzare le cose, del resto lui stesso ci dice: “musica e recitazione hanno all’incirca le stesse meccaniche, entrambi usano il timbro vocale ma anche gli arti e il corpo”. E a proposito della lingua italiana dimostra sincero apprezzamento, considerandola molto musicale (quattrocento anni di opera lirica lo confermano, a quanto pare) e sognando addirittura un ruolo da Arlecchino, affascinato anche da quanto visto in un musical americano che ha come soggetto la Commedia dell’Arte (mi chiedo quanti in Italia sappiano cosa sia quest’ultima).
Lui è uno di quegli attori il cui nome sarà inevitabilmente legato al personaggio che gli ha consegnato il successo, ovvero Blaine Anderson, e a chi gli chiede se la cosa gli pesi risponde “sono stato fortunato a interpretare Blaine, ma credo che la chiave della mia carriera sia la versatilità, quindi ho fiducia nel fatto che riuscirò a non avvertire il peso di un solo personaggio nella mia carriera attorica. Devo tutto a Blaine e sono felice di averlo interpretato, non mi spaventa essere legato a lui, quello che mi spaventerebbe è constatare che è l’unica cosa che riesco a fare”. Risposta intelligente per il tipo di performer che è: reduce da un grande successo ma pronto a evolversi e conscio di avere ancora tutta una carriera da costruirsi avanti.

 

Ministro ROBERTA PINOTTI e generale CLAUDIO GRAZIANO

Il Giffoni FilmDSCN0274z Festival ha anche una parentesi politica, in senso lato e in senso stretto (nonché in senso sociale e senso “inufficiale”), finalizzato – diciamolo senza ipocrisia – all’immagine, al funzionamento della grossa macchina istituzionale quale è, ma tuttavia anche alla sensibilizzazione dei giovani verso temi di attualità. Non è un caso che nei giorni scorsi si è visto Walter Veltroni (anche se ormai più in veste di regista che uomo politico), Luigi Di Maio (che era già venuto due anni fa – clicca qui per vedere le foto https://www.portalecittadino.it/giffoni-film-festival-2013-tutte-le-foto-e-i-video/ ) e Roberto Fico (presidente della Commissione di vigilanza Rai). L’incontro con il ministro della Difesa Roberta Pinotti e il capo di stato maggiore della Difesa Claudio Graziano si inscrive in questo settore: l’evento tocca argomenti delicati quali la situazione in Medio Oriente e le posizioni dell’Italia in merito. L’on. Pinotti risponde in maniera molto istituzionale illustrando la situazione; argomenti scottanti come la controversa operazione “mare nostrum” viene affrontata (come potrebbe essere altrimenti?) nel modo in cui il Governo italiano la affronterebbe ufficialmente. Poco contraddittorio, anche se i ragazzi che seguono l’incontro riescono a essere più critici e meno accondiscendenti di quanto si possa immaginare ma opportunamente domati dal direttore de “Il Mattino” Alessandro Barbano (che modera il dibattito), tuttavia senza mai preponderare.
La multiculturalità (dove quel “multi” oggi come oggi indica esclusivamente quella islamica) è uno dei temi e la Pinotti sostiene che “è fondamentale fare le moschee in Italia, ma allo stesso tempo voglio capire cosa stai predicando”, appurando dunque che non sia un qualcosa che mini la mia realtà e la mia cultura. Non si può darle torto, ma si deve pur ammettere che questa è una risposta tesa a non scontentare nessuno; l’incontro mantiene questo tono – e del resto neanche si può pretendere che sia luogo di accese e infiammate opinioni.
In chiusura, dopo aver illustrato a grandi linee le operazioni che l’Italia progetta (e ha progettato) per arginare il pericolo dell’Isis (“stiamo sottovalutando l’Isis” dice testualmente il ministro), a me viene da pensare che in tutte queste pianificazioni manchi quella che – forse per deformazione professionale – penso sia se non la più efficace almeno la prioritaria, e cioè informare. Nelle scuole, nelle istituzioni, perfino nell’esercito stesso, riservare uno spazio (serio) per far capire ai ragazzi che ciò che è l’Isis e ciò a cui mira non ha nulla a che vedere con la religione e l’Islam: spiegare loro che la rivalsa terroristica del califfato non è altro che la (in)naturale ed esecrabile conseguenza di una politica di variegato sfruttamento che l’Occidente ha svolto nei confronti di un certo settore dell’Oriente. Sarà che in me convivono un archeologo e un giornalista (nonché un idealista che sto cercando di tenere bene in fondo), ma sono ancora convinto che come dice il poeta latinoamericano Guimarâes Rosa “narrare è resistere”, e informare è difendere, aggiungerei.

 

Danilo D’Acunto

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